Mosca alla Nato: "Difenderemo l'exclave di Kaliningrad con tutto il nostro arsenale"
Nota formale del Cremlino all'Alleanza per avvertire di essere pronti proteggere in ogni modo il territorio russo affacciato sul Baltico e incastonato tra Polonia e Lituania
La Russia ha inviato una nota formale alla Nato in cui avverte l'Alleanza di essere pronta a impiegare l'intero arsenale a sua disposizione per difendere l'exclave di Kaliningrad, il territorio russo affacciato sul Baltico e incastonato tra Polonia e Lituania. La comunicazione è stata trasmessa attraverso l'ambasciata russa in Belgio, che cura i rapporti diplomatici di Mosca con il quartier generale dell'Alleanza atlantica a Bruxelles.
Nel testo, i diplomatici russi definiscono avventurista e irresponsabile la linea seguita dalla Nato, accusandola di condurre esercitazioni pensate per simulare l'isolamento della regione dal resto del territorio russo. Secondo Mosca, questo tipo di attività militare accresce sensibilmente il rischio di uno scontro armato diretto tra le parti. La nota ribadisce che la Russia dispone dei mezzi necessari per respingere qualsiasi tentativo di aggressione e che ricorrerebbe a tutte le armi disponibili qualora i paesi dell'Alleanza cercassero di tagliare Kaliningrad fuori dal resto del Paese, definendo la regione parte integrante della Federazione Russa.
Dal quartier generale della Nato è arrivata la conferma di aver ricevuto la missiva russa e di aver risposto a propria volta, respingendo quelle che vengono definite minacce all'uso della forza e ribadendo la natura difensiva dell'Alleanza. La portavoce Allison Hart ha parlato di retorica irresponsabile da parte di Mosca. Kaliningrad, ex territorio tedesco conquistato dall'Unione Sovietica alla fine della Seconda guerra mondiale, ospita il quartier generale della Flotta russa del Baltico ed è considerata una delle aree più militarizzate d'Europa: negli ultimi tempi Mosca ha rafforzato la presenza militare nella regione con nuovi mezzi corazzati e reparti aggiuntivi, giustificando il potenziamento come risposta al progressivo avvicinamento di truppe e infrastrutture della Nato ai propri confini occidentali.
Nello stesso giorno si è aperto un altro fronte di tensione sul lato baltico dell'Alleanza. Il governo estone ha annunciato di aver concluso, dopo settimane di indagini, che l'incendio divampato nella notte tra il 14 e il 15 agosto nella sede di Tallinn di Milrem Robotics, azienda che produce veicoli militari senza equipaggio impiegati anche in Ucraina, sia stato un atto di sabotaggio commissionato dai servizi segreti russi. Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha scritto di poter affermare con piena certezza che l'attacco incendiario rientri in una più ampia campagna russa volta a intimidire i paesi europei e a indebolire il loro sostegno a Kiev, colpendo la filiera che rifornisce di equipaggiamenti l'esercito ucraino. Gli esecutori materiali del rogo, giunti dalla vicina Lettonia, sono stati individuati e fermati nei giorni successivi ai fatti e si trovano ora in custodia. In seguito alle conclusioni delle indagini, il ministero degli Esteri di Tallinn ha convocato l'incaricato d'affari russo per protestare formalmente contro l'accaduto.
Il Cremlino ha respinto con fermezza le accuse estoni, definendole affermazioni infondate e avventate, prive di qualsiasi riscontro con la realtà, e negando ogni coinvolgimento russo nell'episodio. L'Estonia, membro dell'Unione europea e della Nato sul fianco orientale dell'Alleanza, denuncia da tempo quella che definisce una campagna di azioni ibride condotta da Mosca dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, tra cui incursioni di droni, violazioni dello spazio aereo e tentativi di sabotaggio a infrastrutture sensibili. Diversi alleati europei hanno espresso solidarietà a Tallinn: il ministro degli Esteri tedesco ha condannato quello che ha definito un atto di ostilità avventato da parte della Russia, mentre il primo ministro svedese ha giudicato l'attacco estremamente grave. Le due vicende, quella della lettera su Kaliningrad e quella del sabotaggio in Estonia, si inseriscono nello stesso clima di crescente tensione tra Mosca e i paesi della Nato lungo il fianco orientale dell'Alleanza. |