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Proteste studenti in Francia, oltre 600 fermi in un giorno
Preside cosparso di benzina a Marsiglia. Il primo ministro Lecornu convoca una riunione di crisi mentre si moltiplicano gli scontri con la polizia in tutto il Paese
Le manifestazioni studentesche in Francia si sono trasformate in una giornata di violenza diffusa, con l'episodio più grave registrato a Marsiglia. Al liceo Victor Hugo il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un altro membro del personale scolastico sono stati aggrediti all'interno dell'istituto e cosparsi di benzina, secondo quanto riportato dai media locali e dall'autorità regionale. Sempre nel capoluogo provenzale, la scuola ha subito anche un tentativo di incendio, con la porta d'ingresso data alle fiamme.
La tensione a Marsiglia non si è fermata lì. Davanti al liceo Saint-Exupéry un camion dei vigili del fuoco è stato circondato e poi dato alle fiamme dagli studenti in rivolta. I disordini hanno avuto ripercussioni pesanti anche sui trasporti pubblici cittadini: l'azienda di trasporti Rtm ha sospeso completamente il servizio dalle 11 del mattino, fermando metro, tram e autobus, dopo che alcuni dipendenti, tra cui un autista, erano stati aggrediti e un bus era stato dato alle fiamme. Il sindacato Cfdt ha invitato gli autisti a rientrare nei depositi per motivi di sicurezza.
Secondo la procura di Marsiglia, decine di persone, soprattutto minorenni, risultano attualmente fermate nell'ambito delle proteste in città.
Il quadro non riguarda però solo Marsiglia. Le mobilitazioni, che secondo alcune fonti coinvolgono oltre trecento istituti scolastici da Parigi al capoluogo provenzale, hanno portato a scontri e blocchi anche in altre città: una scuola in fiamme a Nantes, l'occupazione del campus universitario di Saint-Denis e tafferugli tra studenti e forze dell'ordine a Lille.
I numeri complessivi della giornata di mercoledì danno la misura della portata delle proteste: il ministero dell'Interno ha comunicato 625 fermi nella sola giornata, mentre dall'inizio della settimana si contano 119 feriti tra studenti e personale scolastico, a cui si aggiungono 83 feriti tra poliziotti e gendarmi impegnati nelle operazioni di ordine pubblico. Alcune agenzie, come Reuters, parlano di oltre mille fermi complessivi nei due giorni precedenti.
Di fronte all'escalation, il primo ministro Sébastien Lecornu ha deciso di intervenire direttamente. Il capo del governo presiederà un vertice interministeriale di crisi al ministero dell'Interno a Parigi per fare il punto sulla situazione. Lecornu ha inoltre chiesto ai propri ministri di evitare o rinviare gli spostamenti ufficiali previsti nei prossimi giorni, proprio a causa dei blocchi e delle proteste organizzate dagli studenti delle scuole superiori.
La vicenda sta già alimentando lo scontro politico in vista delle prossime elezioni presidenziali. Il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha accusato l'esecutivo di una repressione eccessiva e ha invitato a scendere in piazza in difesa degli studenti, mentre la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha attribuito la responsabilità delle violenze alla sinistra radicale, accusandola di incitare all'insurrezione. |
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01-10-2026
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