Copernicus: agosto 2026 il mese più caldo mai registrato
Le temperature globali salgono a 1,65 gradi sopra i livelli preindustriali, superando la soglia di 1,5°C dell'accordo di Parigi. Record anche per gli oceani, a 21,07 gradi
Il servizio climatico europeo Copernicus ha certificato che agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato sulla Terra, a pari merito con luglio 2023. La temperatura media globale dell'aria superficiale ha raggiunto 16,96 gradi centigradi, un valore superiore di 0,85 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020 e di 1,65 gradi rispetto ai livelli stimati per l'epoca preindustriale, compresa tra il 1850 e il 1900. Dopo nove mesi, la temperatura del pianeta torna così a superare la soglia di 1,5 gradi fissata dall'accordo di Parigi del 2015.
Il caldo eccezionale non ha riguardato solo l'atmosfera. La temperatura media della superficie degli oceani extrapolari, misurata tra 60 gradi sud e 60 gradi nord, ha toccato 21,07 gradi: il valore più alto mai osservato per il mese di agosto, al di sopra del precedente record di 20,98 gradi stabilito nel 2023. Il 22 agosto è stato inoltre registrato il giorno più caldo di sempre per i mari del pianeta, con una temperatura di 21,11 gradi.
Anche l'Europa ha risentito pesantemente dell'ondata di calore. La temperatura media sul continente ha raggiunto 20,26 gradi, 1,10 gradi sopra la media del periodo di riferimento, rendendo questo il quarto agosto più caldo mai registrato in Europa. L'Europa occidentale, in particolare, ha vissuto l'estate più calda della sua storia, superando il precedente record che risaliva al 2003, con punte di caldo anomalo fino a 3 gradi sopra la media in Francia e Italia.
Secondo gli scienziati di Copernicus, alla base di questi valori record ci sono soprattutto le emissioni di combustibili fossili, a cui si somma l'effetto di un El Niño di intensità eccezionale, che alcuni osservatori definiscono ormai un "super El Niño". Il fenomeno, legato al surriscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale, viene monitorato con attenzione dai meteorologi internazionali anche in vista dei mesi invernali, poiché episodi di questa portata possono influenzare in modo significativo le temperature globali nella stagione successiva.
Il quadro tracciato da Copernicus si inserisce in un contesto già segnato da un recente rapporto delle Nazioni Unite. Il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente ha infatti pubblicato uno studio, intitolato "Limiting Overshoot", in cui si afferma che restare sotto la soglia simbolica di 1,5 gradi di riscaldamento è ormai un obiettivo irraggiungibile, probabilmente già nei prossimi anni, e che anche nello scenario più favorevole il pianeta non si fermerà sotto quota 1,8 gradi. |