Francia, scontri a Parigi, Lione e Strasburgo: 215 feriti
Lecornu chiude i licei e convoca il governo dopo la terza giornata di mobilitazione studentesca, con oltre 250mila persone in piazza in tutto il Paese. Trump attacca: "È colpa dell'Islam"
Una nuova giornata di proteste studentesche ha attraversato la Francia, con scontri registrati a Parigi, Lione e Strasburgo nell'ambito di quello che i media locali definiscono ormai il "terzo atto" della mobilitazione, iniziata il 17 settembre scorso. Secondo i sindacati, oltre 250mila persone tra studenti delle superiori, universitari, insegnanti e rappresentanti sindacali sono scese in piazza in decine di città del Paese, mentre il ministero dell'Interno parla di circa 256mila manifestanti complessivi, di cui 56mila nella sola capitale.
A Parigi il corteo è partito nel primo pomeriggio dalla Gare du Nord diretto verso Place de la République, in un clima di forte tensione segnato da contestazioni e insulti nei confronti delle forze dell'ordine. A Lione gruppi di giovanissimi hanno affrontato la polizia nelle strade vicine a place Guichard e sono stati respinti con lacrimogeni e idranti, mentre nella città sono scattati anche i primi arresti della giornata. Tafferugli sono stati segnalati anche a Strasburgo, dove le forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno respinto gruppi di studenti, e a Marsiglia, dove si è formato un corteo non autorizzato.
Il bilancio delle mobilitazioni, riferito dal primo ministro Sébastien Lecornu all'Assemblea nazionale, è ormai pesante: dall'inizio delle proteste a metà settembre risultano feriti 215 studenti e 85 membri del personale scolastico, a cui si aggiungono centinaia di agenti delle forze dell'ordine, con cifre che secondo le diverse fonti oscillano tra i 650 e i 725 feriti tra poliziotti e gendarmi. Lecornu ha definito il livello di violenza raggiunto inaccettabile, parlando del bilancio più grave degli ultimi decenni per il personale della scuola pubblica francese. Il ministero dell'Interno ha inoltre confermato l'apertura di dieci indagini da parte dell'Ispettorato generale della polizia nazionale su alcuni episodi avvenuti durante le manifestazioni.
Di fronte all'escalation, il governo ha deciso di tenere chiusi i licei fino alla fine della settimana e Lecornu ha convocato una riunione con l'esecutivo per fare il punto sulla gestione dell'ordine pubblico. A Parigi, intanto, il sindaco Emmanuel Grégoire ha aperto le sedi municipali agli studenti, definendo sana la rabbia espressa dai ragazzi in piazza, mentre il ministro dell'Istruzione Édouard Geffray ha attribuito la gran parte dei feriti all'azione di frange violente, lanciando un appello a fermare chi mette in pericolo la vita altrui.
La vicenda ha avuto ripercussioni anche a livello internazionale. Il presidente statunitense Donald Trump è intervenuto sul proprio social Truth, sostenendo che quanto sta accadendo in Francia non sarebbe una questione legata alla scuola, bensì il segno di un'immigrazione di massa fuori controllo e di un tentativo dell'Islam di prendere il sopravvento su un Paese un tempo grande. |