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La riforma elettorale è legge: via libera con 227 sì
La Camera approva in via definitiva lo Stabilicum con 227 voti a favore e 164 contrari, tenendo sul voto segreto. Meloni: "Gli italiani ora potranno scegliere tutto". Le opposizioni protestano in Aula
La riforma della legge elettorale è legge. L'Aula della Camera ha dato il via libera definitivo al provvedimento, noto come Stabilicum, con 227 voti favorevoli e 164 contrari, confermando la tenuta della maggioranza anche nel passaggio più delicato, quello del voto a scrutinio segreto. Si tratta del terzo e ultimo passaggio parlamentare del testo, dopo le modifiche introdotte dal Senato, che ha reintrodotto le preferenze con i capilista bloccati, bocciate invece a luglio in un primo voto a Montecitorio, e innalzato il numero di firme richieste ai partiti non presenti in Parlamento per potersi presentare alle elezioni.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l'esito del voto sui social, rivendicando la compattezza della coalizione di governo di fronte a chi, a suo dire, sperava in una spaccatura del centrodestra. Meloni ha sottolineato che con la nuova legge gli elettori potranno tornare a scegliere non solo il partito e la coalizione, ma anche il programma, il candidato premier e di nuovo il proprio parlamentare, attraverso la reintroduzione del voto di preferenza che mancava da oltre trent'anni. Secondo la premier, governi più stabili e una maggiore partecipazione popolare si tradurranno in più continuità e maggiore capacità di risposta alle esigenze dei cittadini.
Durissima la reazione delle opposizioni. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha accusato la maggioranza di cambiare le regole del gioco perché impaurita dalla prospettiva di perdere il consenso, sostenendo che il centrodestra tema il giudizio degli elettori e la stessa dinamica democratica, dopo i precedenti tentativi di modifica della Costituzione con l'autonomia differenziata, bocciata dalla Corte costituzionale, e con la riforma della giustizia. Secondo Schlein, l'esecutivo starebbe cercando di cambiare le regole del voto a pochi mesi dalle elezioni, ricorrendo peraltro ripetutamente alla fiducia parlamentare.
Durissimo anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha definito la riforma una legge scritta guardando ai sondaggi, bollandola come liberticida e antidemocratica, e accusando la maggioranza di cucirsi addosso un vestito su misura per restare al potere, modificandolo di volta in volta sulla base dei sondaggi più recenti. |
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08-10-2026
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