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Paramonov, Nato pronta a combattere

L’ambasciatore russo a Roma: “Esiste un’Italia di opposizione e società civile che rifiuta la guerra contro Mosca”. Grynkewich al forum di Varsavia: l’Alleanza reagirebbe subito a un attacco

Il comandante supremo delle forze alleate della Nato in Europa, il generale americano Alexus G. Grynkewich, ha dichiarato oggi al Warsaw Security Forum che l’Alleanza è pronta a reagire immediatamente in caso di attacco. «In caso di attacco, siamo pronti a combattere immediatamente, ma non per questo abbassiamo la guardia: continueremo a prepararci e ad addestrarci ogni singolo giorno», ha affermato.

Grynkewich ha sottolineato che la Nato «non cerca la guerra con nessuno» e che un conflitto «non è imminente né inevitabile». Ha però avvertito: «Nessuno scambi il fatto che la Nato è un’alleanza difensiva come una debolezza. Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci, combatteremo». L’obiettivo, ha spiegato, resta la deterrenza credibile.
Il generale ha illustrato la cosiddetta «teoria della vittoria» dell’Alleanza, basata su tre fasi successive: bloccare l’attacco iniziale, smorzarne la forza e, solo se necessario, neutralizzare le forze avversarie. «Faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano», ha concluso.

Poche ore dopo, l’ambasciatore russo a Roma, Alexey Paramonov, ha risposto con un’intervista all’agenzia Tass. Secondo il diplomatico esiste «un’altra Italia» che si oppone al coinvolgimento del Paese in un conflitto contro Mosca. «Noi sentiamo anche la voce dell’altra Italia: quella dei politici dell’opposizione, degli attivisti e della società civile, degli studiosi, dei musicisti, dei sacerdoti, dei docenti universitari, degli imprenditori, dei giornalisti, degli insegnanti, dei medici, dei blogger, degli studenti, degli operai, degli agricoltori e dei semplici cittadini», ha dichiarato.

Paramonov ha aggiunto che si tratta di chi «si oppone al coinvolgimento dell’Italia in una guerra contro la Russia, obiettivo a cui lavorano con zelo le teste calde di Kiev e i loro mentori di Bruxelles». Ha auspicato che i cittadini italiani «dotati di buon senso» riescano a contrastare «i geopolitici oscurantisti locali, i revanscisti e i fomentatori della guerra».
12-10-2026

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