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Papa Leone ricoverato al Gemelli, oggi l'intervento

Il Santo Padre è arrivato al Policlinico romano tra gli applausi dei fedeli, sarà operato nel pomeriggio per un nodulo al polmone dall'équipe del professor Margaritora

Papa Leone XIV è arrivato questa mattina, poco dopo le 13, al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, dove è stato ricoverato in vista dell'intervento chirurgico per la rimozione del nodulo riscontrato al polmone. Il Pontefice ha lasciato il Vaticano dalla Porta del Perugino e, prima di entrare in ospedale, si è fermato a salutare le centinaia di fedeli radunati nel grande piazzale antistante la struttura, accolto da applausi e manifestazioni di affetto. Ad attenderlo all'ingresso del Policlinico c'erano anche i vertici della Fondazione Gemelli, tra cui il presidente Daniele Franco, il direttore generale Daniele Piacentini e il direttore sanitario Andrea Cambieri.

Secondo quanto comunicato dalla Sala Stampa della Santa Sede, l'operazione si svolgerà nel pomeriggio di oggi, martedì 13 ottobre, ad opera dell'équipe medica di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora. Il nodulo, descritto dal Vaticano come circoscritto, era emerso nel corso di un controllo medico di routine ed è stato definito dai radiologi come un'opacità isolata di diametro inferiore ai tre centimetri. La degenza del Pontefice al Gemelli, secondo quanto riferito dal portavoce vaticano Matteo Bruni, dovrebbe durare circa una settimana; per motivi legati ai lavori di ristrutturazione in corso nel tradizionale appartamento pontificio del decimo piano, Leone XIV sarà ospitato in un'altra area dello stesso piano.

L'annuncio del ricovero e dell'intervento era arrivato direttamente dalla voce del Papa domenica scorsa, al termine della recita dell'Angelus in piazza San Pietro, quando il Pontefice aveva spiegato ai fedeli di aver deciso, su consiglio dei medici, di sottoporsi all'operazione. Nei giorni successivi all'annuncio sono arrivati numerosi messaggi di vicinanza, tra cui quello del cardinale Gianfranco Ravasi, che ha rassicurato i fedeli sulla natura non grave dell'intervento, e quello del segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, che ha espresso fiducia accompagnando il Papa con la preghiera della Chiesa.
13-10-2026

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