Leone sente Putin dal Gemelli: tregua a Oleshky
Il Pontefice, ancora ricoverato, ha espresso preoccupazione per la città ucraina sul fronte di Kherson, chiedendo aiuti e l'evacuazione sicura dei civili
Papa Leone XIV, ancora ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo l'intervento chirurgico per la rimozione di un tumore al polmone, ha avuto nel pomeriggio di oggi un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. A renderlo noto è stata la Sala Stampa della Santa Sede.
Secondo quanto riferito dal Vaticano, nel corso della conversazione il Pontefice ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, nel sud dell'Ucraina, chiedendo al leader del Cremlino una tregua che consenta l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari, oltre all'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Leone XIV ha infine ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace.
Si tratta della seconda telefonata tra i due dall'elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio, dopo quella del 4 giugno 2025, avvenuta a meno di un mese dal Conclave. In quell'occasione il Papa aveva già fatto appello affinché la Russia compisse un gesto concreto a favore della pace, sottolineando l'importanza del dialogo per cercare contatti positivi e soluzioni al conflitto. Prima di allora, l'ultimo contatto telefonico tra un Pontefice e Putin risaliva al 17 dicembre 2021, quando a parlare con il leader russo era stato Papa Francesco, circa due mesi prima dell'inizio dell'invasione dell'Ucraina.
Il colloquio di oggi si inserisce in un quadro di generale miglioramento delle condizioni di salute di Leone XIV, secondo quanto riferito dal più recente bollettino medico, che parla di un costante miglioramento delle condizioni generali del Pontefice, confermato da esami del sangue e da una nuova radiografia al torace. Proseguono intanto le sedute di fisioterapia respiratoria, mentre il recupero post operatorio permette al Papa di svolgere le normali attività quotidiane in piena autonomia. I tempi della degenza restano stimati, come comunicato fin dall'inizio del ricovero, in circa una settimana, senza che siano state al momento fornite indicazioni ufficiali su un'eventuale data di dimissione. |