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Trump sospende sanzioni e dazi sull'export russo

Il Cremlino parla di momento storico, mentre a Washington arrivano critiche bipartisan. Zelensky: premiate le scelte di Putin. E a Bruxelles lancia l'allarme profughi

Il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende le principali sanzioni e i dazi contro la Russia previsti dal Lindsey Graham Act, la legge approvata dal Congresso e da lui stesso promulgata il 18 settembre. La decisione è arrivata a pochi giorni dall'entrata in vigore di una parte centrale delle misure, fissata per il 18 ottobre. La Casa Bianca la giustifica con l'interesse nazionale.

La legge prevedeva nuove restrizioni contro funzionari, banche e settore energetico russo, comprese le navi che trasportano gas naturale liquefatto. Prevedeva anche dazi fino al 100% sulle merci dei cinque maggiori Paesi acquirenti di petrolio e gas di Mosca. Con le deroghe decise da Trump le merci russe sono esentate dai dazi e le sanzioni contro persone ed enti coinvolti restano congelate. Le sanzioni imposte in precedenza non vengono invece cancellate, e Washington si riserva di revocare le esenzioni se lo riterrà opportuno.

Il provvedimento arriva dopo l'intesa con Putin che consente la ripresa delle esportazioni di diesel russo verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali. Secondo la stampa americana, il governo vuole evitare nuove tensioni sui prezzi dei carburanti in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Da Mosca la scelta è stata accolta con soddisfazione. Kirill Dmitriev, consigliere del Cremlino per la cooperazione economica, l'ha definita un momento importante e davvero storico. A Washington, invece, le critiche vengono da entrambi gli schieramenti: i democratici parlano di un'altra resa a Mosca e diversi legislatori temono che allentare i vincoli sul petrolio e sul diesel garantisca alla Russia entrate inattese mentre prosegue la guerra in Ucraina.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sostiene che l'allentamento delle sanzioni premia e incoraggia Putin. Intervenendo al Consiglio europeo di Bruxelles ha chiesto sostegno all'Unione e ha avvertito che, se l'Ucraina cadesse, venti milioni di profughi potrebbero arrivare in Europa. Nelle stesse ore Trump ha attaccato Zelensky, accusandolo di essere più difficile di Putin e di contribuire al caro energia.
La mossa americana non modifica in modo automatico le sanzioni europee, che dipendono da atti dell'Unione e restano in vigore.
17-10-2026

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