METEO
BORSA
21/10/2026 09:16
CRONACA
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Blocchi dei Tir al Sud, si cerca la mediazione

Stop al varco del porto di Napoli e scaffali vuoti nei supermercati, ma gli autotrasportatori siciliani revocano il fermo dopo l’incontro col ministro Salvini

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a colpire il Sud Italia, con blocchi di Tir sulle principali arterie e conseguenze sempre più evidenti sulla distribuzione delle merci. In Campania i camionisti hanno occupato il varco Bausan del porto commerciale di Napoli, creando disagi alla circolazione e rallentamenti sull’A1 e sull’A30 tra Caserta e Salerno. Presidi sono attivi anche in diversi caselli autostradali e nei nodi logistici della regione, mentre code chilometriche si alternano a chiusure temporanee di svincoli.

In Sicilia il Comitato trasportatori ha deciso di revocare il fermo dei servizi dopo il confronto con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. La misura, in vigore da diversi giorni nei porti dell’isola, aveva lasciato i mezzi fermi nei parcheggi, pur mantenendo libero il passaggio dell’ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina. La revoca mira a sbloccare la filiera logistica e a dare un segnale di apertura al governo, anche se altre sigle non aderenti al comitato proseguono le proteste in alcune zone.

Gli effetti sui supermercati sono ormai concreti. In Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e altre regioni del Mezzogiorno gli scaffali risultano vuoti o semivuoti, soprattutto nei reparti di frutta, verdura, carne, latticini, pesce e prodotti freschi. Le scorte dei magazzini della grande distribuzione si stanno esaurendo e in diverse città le famiglie iniziano a fare scorte per paura di ulteriori carenze. Solo in Sicilia i danni economici nei primi cinque giorni di fermo sono stimati tra i 40 e i 50 milioni di euro, con tonnellate di prodotti deperibili a rischio di essere buttati.

La mobilitazione, nata dall’aumento dei costi del gasolio e dalle difficoltà delle imprese di autotrasporto, coinvolge anche agricoltori e altre categorie del settore primario. Mentre a Milano si svolge l’incontro tra le rappresentanze della categoria e il ministro Salvini, con l’annuncio di risorse sbloccate per il comparto, i presidi restano attivi in diverse aree del Sud in attesa di risposte concrete.
20-10-2026


Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy