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Caro gasolio, il Cdm approva il decreto aiuti

Stanziati fondi per autotrasportatori, agricoltori e pescatori, mentre il prezzo del carburante in autostrada raggiunge i 2,3 euro al litro. Monta la protesta dei pescherecci

Il governo ha varato un pacchetto di misure urgenti per rispondere alla protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante, che da giorni sta creando disagi alla circolazione e ai rifornimenti in diverse regioni del Sud Italia. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge, composto da nove articoli, con disposizioni a sostegno dei settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca.

Per l'autotrasporto il provvedimento prevede un incremento di oltre 105 milioni di euro delle risorse destinate ai crediti d'imposta sul gasolio, ad aggiungersi al fondo già istituito nei mesi scorsi per compensare i rincari del carburante. Il governo ha deciso di intervenire anche a favore degli agricoltori, con un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l'acquisto di carburante, fino a un massimo di 45 centesimi al litro, per una dotazione complessiva di circa 60 milioni di euro. Ulteriori 10 milioni sono stati stanziati per il comparto della pesca, anch'esso coinvolto nella protesta.

Nel frattempo il prezzo del gasolio continua a salire: sulla rete autostradale la media del self service ha raggiunto 2,30 euro al litro, mentre la benzina si attesta poco sopra i 2 euro. L'aumento dei costi ha spinto la mobilitazione, partita da Puglia e Calabria e poi estesa a Sicilia, Basilicata e Campania, a coinvolgere nelle ultime ore anche il mondo della pesca, con numerosi pescherecci rimasti fermi nei porti dell'Adriatico in segno di protesta contro il rincaro del gasolio e le normative europee che limitano i giorni di pesca consentiti.

Dopo sei giorni di blocchi e presidi, la situazione mostra i primi segnali di allentamento: tra mercoledì e giovedì gli autotrasportatori hanno sospeso la mobilitazione prima in Sicilia e poi in Calabria, permettendo il parziale ripristino dei rifornimenti ad alcuni supermercati della regione e della Basilicata. Resta comunque alta la tensione in altre aree del Mezzogiorno, dove i blocchi proseguono, mentre il governo ha ribadito la propria disponibilità al confronto con le categorie, pur ribadendo che non saranno tollerate forme di intimidazione.
22-10-2026


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