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Agire
Youssef Siher libero, arresto non convalidato

La gip di Milano Tiziana Landoni: nei contenuti pubblicati l'amministratore del Movimento 17 ottobre non prospetta mai azioni violente. Dura la reazione della premier Meloni

Youssef Siher, 30 anni, amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram del Movimento 17 ottobre, è tornato in libertà dopo che la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano, Tiziana Landoni, ha deciso di non convalidare il fermo disposto nei suoi confronti. Siher era stato indicato dagli inquirenti come la mente organizzativa dietro le manifestazioni del 24 ottobre, sfociate in gravi episodi di devastazione di diversi esercizi commerciali nel centro di Milano.

Nel proprio provvedimento, la gip ha escluso la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell'indagato, ritenendo inoltre insussistente anche la contestata aggravante di matrice terroristica. Secondo quanto si legge nell'ordinanza, nei post e nei comunicati pubblicati sui propri canali Siher non avrebbe mai prospettato il ricorso ad azioni violente né l'adozione di altri comportamenti riconducibili a fattispecie di reato, né avrebbe mai inneggiato alla violenza. La giudice ha inoltre escluso il pericolo di fuga, chiarendo che l'indagato non aveva alcuna intenzione di sottrarsi alle indagini né di rendersi irreperibile. Durante l'udienza di convalida, celebrata martedì, Siher si è avvalso della facoltà di non rispondere; i suoi legali, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, avevano chiesto il rigetto della richiesta di misure cautelari.

La decisione della gip ha scatenato una durissima reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un video diffuso sui social ha definito vergognosa la scelta della giudice di Milano. La premier ha parlato di una mortificazione insopportabile per il lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti e del ministero dell'Interno, chiedendosi come uno Stato possa difendere i cittadini di fronte a decisioni di questo tipo da parte di certa magistratura. Sulla stessa linea si è espresso anche il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha criticato duramente il provvedimento, chiedendosi chi risponderà di eventuali nuovi episodi di violenza nelle manifestazioni dei giorni successivi.
28-10-2026

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