Cortei del 30 ottobre, massima allerta in Italia
Il ministro dell'Interno Piantedosi: gli allarmi ci sono ma non sono diversi da quelli già gestiti. L'antiterrorismo Pifferi: nulla fu sottovalutato il 17 e 18 ottobre
Alla vigilia delle manifestazioni e dello sciopero generale indetto dall'Unione Sindacale di Base per venerdì 30 ottobre, il Viminale si prepara a gestire una nuova giornata di cortei in diverse città italiane, con appuntamenti già fissati a Roma, in piazza dei Cinquecento, e a Milano, in piazza Duca d'Aosta.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervenendo a margine della cerimonia per il 35esimo anniversario della Direzione Investigativa Antimafia, ha ammesso che segnali di attenzione esistono, legati alle modalità con cui negli ultimi tempi vengono organizzate le mobilitazioni di piazza, ma ha chiarito che non si tratta di elementi diversi rispetto a quanto già gestito finora dalle forze dell'ordine, esprimendo fiducia nella capacità di prefetti, questori e vertici della polizia di affrontare anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni.
Nel corso della giornata il ministro ha riunito prefetti, questori e i vertici delle forze di polizia per fare il punto sulla sicurezza in vista delle manifestazioni, rinnovando l'apprezzamento per il lavoro delle forze dell'ordine, che a suo giudizio hanno più volte dimostrato di saper gestire con professionalità ed equilibrio situazioni particolarmente complesse. A Torino, intanto, il prefetto sta valutando l'adozione di ordinanze volte a prevenire il possesso e l'utilizzo di oggetti pericolosi e di strumenti idonei a occultare il volto durante i cortei, come caschi, maschere antigas e passamontagna.
Nel dibattito sulla gestione dell'ordine pubblico è intervenuto anche Lucio Pifferi, direttore centrale della Polizia di prevenzione e coordinatore dei servizi antiterrorismo della Polizia di Stato, tornando sugli episodi di devastazione e saccheggio avvenuti il 17 e il 18 ottobre durante i cortei studenteschi. Pifferi, che presiede anche il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha escluso che le informazioni raccolte da forze di polizia e intelligence sui rischi connessi a quelle manifestazioni fossero state in alcun modo trascurate, sottolineando che nessun allarme era stato sottovalutato. Il responsabile dell'antiterrorismo ha comunque ammesso che le azioni di devastazione e saccheggio, diffuse e frastagliate, non erano completamente prevenibili per le loro dimensioni e per le modalità, inedite, con cui sono state messe in atto. |