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Agire
Sciopero generale, in piazza in tutta Italia contro carovita e riarmo

Lo slogan era “Abbassate le armi, alzate i salari. Blocchiamo tutto!”. Tensioni a Torino e Roma, tangenziale occupata a Milano. La protesta arriva anche nei porti

Il 30 ottobre è stata una giornata di sciopero generale con manifestazioni in oltre quaranta città, indetto dall'Unione sindacale di base insieme ad altre sigle autonome come Usi-Cit, Cobas, Adl Cobas e Clap. L'Usb ha chiamato a raccolta lavoratori, studenti e attivisti in sessanta città. Sulla partecipazione le stime divergono: secondo il sindacato nelle piazze c'erano un milione e mezzo di persone, mentre le cronache parlano di centinaia di migliaia di manifestanti in totale.

A Milano circa 25mila persone hanno sfilato nel capoluogo lombardo e per tre ore hanno occupato la tangenziale est, riempiendo tutte le corsie in direzione Cascina Gobba. Per l'Ansa i partecipanti erano circa 30mila. Il corteo era partito dagli studenti davanti al Politecnico, con lo striscione "Riprendiamoci il futuro", e si è poi unito a quello dei lavoratori. Sul tracciato è comparso anche uno striscione con la scritta "Gen Maranza", ripreso da un comunicato del Movimento 17 ottobre, e sullo spartitraffico sono state tracciate scritte contro Meloni e Salvini.

Le tensioni più serie si sono registrate a Torino, dove il corteo è avanzato contro lo schieramento delle forze dell'ordine a protezione della prefettura in piazza Castello. Sono stati lanciati uova, gavettoni di vernice e bottiglie, e la polizia ha risposto con cariche di alleggerimento e con l'idrante. Due persone sono state portate via in ambulanza. Gli organizzatori parlano di oltre cinquantamila presenti, e in mattinata era stato lasciato del letame davanti al municipio.

A Roma circa trecento studenti si sono staccati dal corteo ormai concluso e, all'altezza di via Claudia, hanno lanciato oggetti contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con una carica di alleggerimento. Sono stati incendiati cassonetti e monopattini. Altri manifestanti hanno montato decine di tende ai Fori Imperiali, annunciando di non volersene andare. Il bilancio provvisorio parla di almeno dieci agenti feriti tra Mestre e Vicenza. A Napoli, invece, i manifestanti hanno invaso senza violenze il varco Bausan del porto dopo una lunga trattativa con la polizia. Cortei si sono svolti anche a Genova, Palermo, Pisa, Bologna, Cosenza e Trieste.

Le rivendicazioni sono state diverse. La protesta è rivolta soprattutto contro il caro-vita, ma anche contro le guerre, con slogan contro l'economia di guerra e il riarmo e per la Palestina, e a Genova, davanti al porto, studenti e portuali hanno ribadito che fermare le armi non è un reato. Nelle piazze sono comparsi anche i docenti, che chiedono più fondi per la scuola e un nuovo sistema di reclutamento. Nonostante la precettazione dei trasporti firmata dal ministro Salvini, la protesta non si è fermata e ci sono stati disagi, in particolare nei trasporti e nella scuola.
30-10-2026


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