Elicottero precipitato in Bosnia, le indagini si concentrano sulla pedaliera
Nell'incidente di giovedì pomeriggio nel nord-est del Paese sono morti quattro militari, due dell'Esercito e due del Corpo militare volontario della Croce Rossa, mentre gli altri undici occupanti sono rimasti feriti
Si cercano risposte sul Chinook dell'Esercito italiano caduto in Bosnia, e le verifiche si concentrano sui comandi di volo, in particolare su quelli azionati dalla pedaliera. L'elicottero è precipitato giovedì pomeriggio nel nord-est del Paese: sono morti quattro militari, due dell'Esercito e due del Corpo militare volontario della Croce Rossa, mentre gli altri undici occupanti sono rimasti feriti ma, secondo la Difesa, nessuno è in pericolo di vita. L'incidente è avvenuto nella zona di Gorice, vicino a Brcko, durante un'attività addestrativa nell'ambito della missione europea Eufor Althea. Secondo una prima ricostruzione, il grande elicottero a due rotori si è staccato da terra di una decina di metri, ha cominciato a girare su se stesso più volte ed è precipitato rapidamente.
A bordo c'erano quindici persone. I due militari ai comandi, i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, erano in servizio al Comando aviazione dell'Esercito di Viterbo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è arrivato in Bosnia insieme al capo di stato maggiore, e il ministero ha inviato un'équipe medica per assistere i feriti. Sull'incidente indaga anche la Procura militare.
Sulle cause non c'è ancora nulla di certo, ma l'attenzione degli investigatori si è spostata sui sistemi di controllo. Dal video dell'incidente non emergono anomalie evidenti a motori e rotori, e questo porta a cercare l'origine del disastro altrove. Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa, il sospetto riguarda i comandi azionati dalla pedaliera, che servono a orientare il muso dell'elicottero e sono integrati nel sistema digitale di controllo del volo costruito dalla britannica BAE Systems. Gli inquirenti guardano inoltre a un precedente incidente avvenuto negli Stati Uniti con dinamiche simili.
Anche gli esperti di settore che hanno analizzato le immagini parlano di un guasto improvviso e grave. Il comportamento del Chinook ripreso nel video è compatibile con una severa avaria tecnica, ma resta da stabilire se di natura idraulica, meccanica o elettrica. Tra le ipotesi circolate nelle prime ore c'erano anche un'anomalia in fase di decollo e l'urto con i cavi dell'alta tensione. Secondo la stessa analisi, il fatto che undici persone siano sopravvissute si deve in parte alla reazione immediata di chi era ai comandi.
Per ora, dunque, la pista della pedaliera è un'ipotesi investigativa e non una conclusione. Serviranno l'esame dei resti del velivolo, dei dati di volo e delle registrazioni per chiarire se il problema sia nato nei comandi o altrove. |