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Agire
Droni ucraini incendiano raffineria russa

Danni da raid russi a infrastrutture elettriche, 650 abitati senza luce. Allerta Usa su un possibile attentato a Mosca. Zelensky a Istanbul, Trump: "Vicini a un'intesa"

Le ultime ore della guerra in Ucraina hanno intrecciato attacchi, diplomazia e un allarme terrorismo che ha tenuto in apprensione la capitale russa. Nella notte tra sabato e domenica le autorità russe hanno parlato di un attacco massiccio di droni contro un'impresa industriale nella regione di Nizhny Novgorod. 

Il governatore Gleb Nikitin ha riferito di danni significativi nel distretto di Kstovsky, di oltre cento droni abbattuti e dell'assenza di vittime, almeno secondo le prime informazioni. I canali di monitoraggio della guerra indicano che l'obiettivo era la raffineria di Kstovo, una delle più importanti del Paese. Pochi giorni prima, tra giovedì 29 e venerdì 30 ottobre, un altro attacco ucraino aveva provocato un vasto incendio nella raffineria di Novokuybyshevsk, nella regione di Samara, rivendicato dal produttore di droni Fire Point. Gli attacchi arrivano mentre circolano notizie, di cui riferiscono i media, secondo cui Kiev avrebbe sospeso i raid sulle raffinerie russe sotto la pressione di Washington.

Il fronte umanitario ha registrato invece un risultato concreto. È stata completata l'evacuazione dei civili da Oleshky, città della regione di Kherson occupata dai russi dal 2022, dove dal 27 ottobre è in vigore un cessate il fuoco temporaneo concordato tra Mosca e Kiev con la mediazione, secondo la Casa Bianca, della first lady Melania Trump. Sabato Zelensky ha annunciato che gli sfollati avevano raggiunto il territorio controllato da Kiev. Il viaggio è stato lungo: il convoglio è arrivato fino ad Anapa, in Russia, da dove chi voleva tornare in Ucraina ha preso un aereo per Gomel, in Bielorussia, e poi ha attraversato il confine nella regione di Chernihiv. Né Mosca né Kiev hanno indicato quante persone siano state portate via, mentre prima della tregua in città ne restavano tra mille e cinquecento e duemila, su circa ventiquattromila abitanti prima della guerra. La tregua non ha comunque fermato le accuse reciproche: Mosca e Kiev si sono rimproverate a vicenda di averla violata.

Sul piano diplomatico, Zelensky è arrivato a Istanbul per incontrare il presidente turco Erdogan, e i due hanno concordato di lavorare sul corridoio del grano nel Mar Nero, senza annunciare una nuova operatività. Da Washington sono arrivati segnali di ottimismo: Trump ha parlato di un'intesa vicina, mentre Zelensky si è detto pronto a un negoziato trilaterale. Il segretario di Stato Marco Rubio, che ha parlato di un possibile appuntamento a Miami, ha precisato che spetta a Trump decidere se invitare o meno il leader ucraino.

A turbare la giornata di sabato a Mosca è stato l'allarme degli Stati Uniti. L'ambasciata americana ha diramato un'allerta di sicurezza grave, sostenendo di essere a conoscenza di un possibile attacco con molte vittime nella zona del palazzo e del parco di Tsaritsyno, nel sud della città, e ha invitato a evitare l'area. L'Fsb ha confermato di aver ricevuto dagli Stati Uniti, attraverso i canali di cooperazione, informazioni sui preparativi di un attentato e ha detto che erano in corso azioni appropriate. Secondo Meduza, il museo è stato chiuso per ragioni tecniche e i visitatori sono stati fatti uscire, mentre la polizia stradale ha bloccato le strade d'accesso al parco. Il precedente è pesante: Washington aveva diffuso un avviso simile il 7 marzo 2024, e il 22 marzo un attacco al Crocus City Hall di Mosca provocò 145 morti. All'epoca i servizi russi giudicarono l'allerta troppo generica e non presero contromisure. Al momento non risultano notizie di un attacco avvenuto.
01-11-2026


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