Frigoriferi manomessi nei supermercati europei
Nella notte tra domenica e lunedì presi di mira Ica e Coop in Svezia, poi Belgio, Lussemburgo, Irlanda ed Estonia: temperature alzate fino a 70 gradi
Un presunto attacco informatico ha colpito nelle ultime ore i sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in diversi Paesi europei, causando la perdita di grandi quantità di alimenti. Secondo le ricostruzioni dei media, tra la sera di domenica 1 novembre e la mattina di lunedì 2 gli hacker sono riusciti ad alzare da remoto la temperatura di frigoriferi e congelatori, con modalità analoghe a quelle già viste poche settimane fa in Francia, dove l'episodio aveva interessato centinaia di punti vendita.
In Svezia sono stati colpiti diversi supermercati delle catene Ica e Coop, con danni quantificati in centinaia di migliaia di corone. In un punto vendita Ica nel sud del Paese il responsabile ha raccontato che i frigoriferi e i congelatori erano stati impostati a 50 gradi, mentre i media riportano che in alcuni casi la temperatura sarebbe stata portata fino a 70. La vicenda è emersa in primo luogo in Belgio, dove la stampa locale ha riferito di cibo da buttare per un valore di circa centomila euro: secondo il quotidiano Le Soir sarebbero coinvolti circa 40 negozi Delhaize Proxy, 15 Carrefour Shop & Go, 15 Intermarché e cinque stazioni di servizio Spar Q8. La procura federale belga ha aperto un'indagine e il Centro per la cibersicurezza del Paese ha confermato di essere al corrente di un incidente che riguarda i sistemi di raffreddamento dei punti vendita.
Problemi analoghi sono stati segnalati in Lussemburgo, dove il gruppo Ahold Delhaize ha confermato che l'incidente ha toccato alcuni suoi supermercati, in Irlanda, dove la società Musgrave ha comunicato che 13 negozi SuperValu hanno dovuto ritirare dalla vendita prodotti freschi e surgelati, e in Estonia, dove secondo la tv pubblica Err un solo supermercato della catena Selver sarebbe stato interessato, con un congelatore portato a 50 gradi. Alcuni media citano anche episodi nei Paesi Bassi e in Finlandia.
Non risulta al momento una rivendicazione né un'attribuzione ufficiale, e nessuna autorità ha ancora confermato che dietro gli episodi vi sia un'unica regia. Stephan Moelans, amministratore delegato dell'installatore di impianti di refrigerazione Sabcobel, ha spiegato all'agenzia Belga che in Belgio il meccanismo è lo stesso del precedente attacco in Francia. Le indagini proseguono per chiarire come gli aggressori abbiano ottenuto l'accesso ai sistemi di controllo e se i diversi casi siano collegati. |