Supermercati, allarme hacker sulla catena del freddo
Sistemi di refrigerazione manomessi in diversi Paesi europei e in Italia. La polizia postale indaga, al vaglio l’ipotesi di un’azione organizzata. Palazzo Chigi rassicura: nessun pericolo per i consumatori
Una serie di attacchi informatici ha colpito i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati in Europa e in Italia, portando le temperature dei congelatori fino a 50 gradi in poche ore e costringendo le catene a gettare grandi quantità di alimenti deperiti. L’assenza di richieste di riscatto e il carattere coordinato degli episodi hanno spinto gli investigatori a sospettare un’operazione di destabilizzazione piuttosto che un classico attacco a scopo di lucro.
In Italia i casi segnalati riguardano soprattutto punti vendita in Sicilia, con coinvolgimento anche di strutture in Toscana e Emilia-Romagna. La polizia postale ha avviato indagini per ricostruire la provenienza delle intrusioni e verificare eventuali collegamenti con gli attacchi registrati in Francia, Belgio, Svezia e altri Paesi europei a partire da ottobre. Tra le piste al vaglio c’è quella di gruppi di hacker filorussi, nel quadro di possibili azioni di guerra ibrida.
A Palazzo Chigi si è tenuto un vertice coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano con i vertici dell’intelligence e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Il governo ha rassicurato che non sussiste alcun rischio per la salute dei consumatori, sottolineando che l’impatto è rimasto limitato e che la maggior parte della grande distribuzione dispone di sistemi di sicurezza aggiornati. Le aziende colpite, in molti casi dotate di interfacce obsolete esposte in rete, hanno attivato i protocolli di emergenza e stanno quantificando i danni economici. |