Expo 2015 a Milano, in 200.00 per l'apertura
Apre l’Esposizione Universale nel capoluogo lombardo: 145 Paesi partecipanti, record di padiglioni (54) e milioni di turisti. Venduti già 10 milioni di biglietti
“Nutrire il Pianeta”. Questo il tema portante di Expo 2015 che si è aperta venerdì, 1° maggio, a Milano. Un’Esposizione Universale quella nel capoluogo lombardo che debutta con numeri monstre: 145 Paesi partecipanti (il record appartiene all'edizione del 2010 ospitata dalla Cina a Shanghai, con oltre 190 Paesi partecipanti); 54 padiglioni (stavolta è l’edizione del 2015 che batte quella precedente: 12 padiglioni in più); 5 aree tematiche (Padiglione Zero, il Future Food District, il Children Park, il Parco della Biodiversità e l’area Arts & Food; 3 organizzazioni internazionali (partecipano l’Unione Europea, le Nazioni Unite e la Caricom, la comunità dei Paesi caraibici); 13 organizzazioni della società civile (Action Aid, Caritas, Cesvi, Famiglia Salesiana, Fair Trade Int., Fondazione Triulza, Lions Club Int, Oxfam, Save The Children WWF, WAA, ESO, KIP, Venerdanda Fabrica Duomo Milano, Amity University).
Ma non solo: Expo 2015 è costata 92 milioni di euro (secondo le ultime stime, la cifra è raddoppiata rispetto al progetto originario); 1,1 milioni i metri quadri di Esposizione, 125mila invece i metri quadri complessivi delle aree verdi all’interno di Expo; 14mila i metri quadri del Padiglione Italia; 10 milioni i biglietti venduti finora (ma si prevede di arrivare al doppio alla chiusura dell’evento, il 30 ottobre); 20mila i volontari impiegati nei sei mesi; 1.500 le persone che ogni giorno lavoreranno per Expo; 39 gli euro per un biglietto ingresso adulti a data aperta acquistato dopo il primo maggio, ma sono innumerevoli le tipologie di ingresso e le riduzioni.
La pioggia non ha fermato la festa dunque: sono stati 200mila i visitatori del primo giorno di Expo. E nonostante alcuni operai che ancora si affannavano per portare a termine alcuni padiglioni, Expo ha offerto un colpo d’occhio magnifico ai primi visitatori, tra cui tanti cittadini e curiosi, ma anche vip e delegazioni straniere. La cerimonia ha visto un coro di voci bianche cambiare volutamente l’inno nazionale, da «siam pronti alla morte» a «siam pronti alla vita», e l’effetto è tale da far commuovere, tra gli altri, Giorgio Napolitano, sua moglie Clio e la moglie del premier Renzi, Agnese, seduti accanto in prima fila per l’inaugurazione. «Oggi comincia il domani dell’Italia» ha assicurato Matteo Renzi dal palco. E a chiusura dell’inaugurazione, le Frecce Tricolori sono sfrecciate sopra il sito.
Imponenti le misure di sicurezza, e quasi «invisibili», mentre il centro ragazzi incappucciati compivano uno scempio. Solo un gruppo di giovani precari e «no Expo» ha forzato in mattinata gli ingressi alla stazione della metropolitana di Rho-Fiera, entrando senza presentare il biglietto per raggiungere l’esposizione. I giovani, in parte mascherati, dopo aver inscenato una manifestazione di protesta al grido «Noi entriamo quando vogliamo», sono stati allontanati dal personale di vigilanza della stazione.
Dal palco, il premier Renzi ha quindi detto: «Non ci credevano in tanti, grazie al sudore dei lavoratori e delle lavoratrici l’Expo è realtà. Non è ancora scommessa vinta, abbiamo sei mesi per vincerla». Poi ha ringraziato il presidente Mattarella: «Ti aspettiamo a Milano». «Dichiaro ufficialmente aperta l’Esposizione universale 2015 - ha annunciato il premier prima dell'esibizione delle Frecce tricolori -. Dimostriamo con l'Expo che l'Italia è orgogliosa delle sue radici, delle sue tradizioni. Il nostro vertiginoso passato ci invita a costruire e non soltanto a ricordare. Venite a scoprire che sapore ha l'Expo dell'Italia. Oggi inizia il domani! L'impresa più bella inizia oggi». «L'Italia s'è desta, siam pronti alla vita, sì», ha continuato richiamando l’inno di Mameli e facendo propria la variante apportata dal coro che ha eseguito l'inno: «Siam pronti alla vita» invece di «siam pronti alla morte». «Siamo un grande Paese, abbiamo una grande forza, un grande ruolo. Basta piangersi addosso, come vorrebbero i professionisti del “non ce la farete mai”. Cari signori professionisti, stamattina avete la vostra risposta». E per i prossimi sei mesi «è come se l’Italia abbracciasse il Mondo, anche se ora non è facile con il Mediterraneo diventato un “cimitero”, con tutti i problemi in Africa, nei Balcani e nell'oriente dell'Europa. E soprattutto con la minaccia globale del terrorismo che «tenta di minare i motivi del nostro stare insieme».
In collegamento dal Vaticano anche il Santo Padre: «Sono grato di unire la mia voce» all’Expo, e la mia «è la voce dei pellegrini nel mondo intero, è la voce di tanti poveri che fanno parte di questo popolo e con dignità cercano di guadagnarsi il pane col sudore della fronte», ha esordito il Papa, «e vorrei farmi portavoce di tanti fratelli e sorelle, cristiani e non, che Dio ha amato e per il quale ci ha insegnato» a «chiedere il pane quotidiano». L'Expo è «occasione propizia per globalizzare la solidarietà». L’Expo dedicato a nutrire il pianeta «non resti solo un tema», cerchiamo che non sia «una occasione sprecata, ma valorizziamola», e «per valorizzare il tema facciamo sì che sia accompagnato dalla coscienza e dai volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno, e non mangeranno in modo degno di un essere umano», ha detto ancora Francesco, che ha ricordato anche i volti «anonimi» dei lavoratori che hanno reso possibile l’Esposizione. |