Rm: Raggi-Giachetti. Mi: Sala davanti a Parisi
Si voterà in 1.342 comuni, di cui 7 capoluoghi di regione. 13.316.379 elettori, di cui 6.382.798 uomini e 6.933.581 donne. Al voto per la prima volta 18.318 diciottenni
Movimento 5 stelle sugli scudi alle Amministrative 2016: i pentastellati sfondano a Roma con Raggi, e ottengono un lusinghiero risultato a Torino, tallonando il sindaco uscente Piero Fassino. In nessuna delle quattro principali città dove si è votato viene eletto il sindaco al primo turno.
Nella Capitale, dopo qualche incertezza, è Giachetti il candidato che passa al ballottaggio: ottiene circa il 24% contro il 20% circa della Meloni; Raggi supera il 35%. Alfio Marchini si ferma al 10% e Stefano Fassina al 4%. A Milano il centrosinistra Giuseppe Sala e l'uomo del centrodestra Stefano Parisi sono vicinissimi entrambi intorno al 41% e si sfideranno al ballottaggio fra due settimane. Il candidato pentastellato Corrado si ferma al 10,05%. A Napoli il sindaco in carica Luigi De Magistris con il 42% circa stacca il candidato di Fi-Lega Gianni Lettieri (24% circa). Fuori dal ballottaggio la candidata del Pd Valeria Valente (21%). A Torino il sindaco uscente Piero Fassino (Pd) si attesta al primo posto con il 42% circa: ma anche in questa città c'è la sorpresa M5s con Chiara Appendino che ottiene circa il 31%. Nessuna sorpresa invece a Bologna: il candidato del centrosinistra Virginio Merola raggiunge quasi il 40%, staccando la candidata della Lega Lucia Bergonzoni (22% circa). Massimo Bugani dei 5 stelle si ferma sotto il 17%. A Cagliari il sindaco uscente Massimo Zedda del centrosinistra, con più del 51% è eletto sindaco al primo turno. Segue Piergiorgio Massidda centrodestra con il 32% circa.
Affluenza giù al primo rilevamento: si è fermata ad un passo dal 18% alle ore 12, secondo il dato diffuso dal Viminale (che non tiene conto delle comunali in corso nelle «autonome» Friuli Venezia Giulia e Sicilia). Nelle precedenti omologhe alle ore 12 la percentuale dei votanti si era attestata al 12,93% ma, nella gran parte dei comuni al voto, le urne erano state aperte per due giorni, domenica e lunedì fino alle ore 15. L'affluenza è stata più consistente nelle città meno grandi. Nettamente più bassa della media nazionale l'affluenza a Roma: alle 12 si attestava al 14.12%. Gli altri capoluoghi di Regione: Milano 15,56, Napoli, 15,2, Torino 14,5, Bologna 19,91, Trieste 18,78, Cagliari 18,13.
Alle 19, invece, l'affluenza è stata del 46,01%. Nelle precedenti omologhe alle ore 19 la percentuale dei votanti si era attestata al 37,53% ma si votava in due giorni. Nella Capitale, ai seggi il 40,68% degli aventi diritto. Alle comunali del 26 e 27 maggio 2013 era stata del 29,8%. Alle Europee del 25 maggio 2014 35,41%. Gli altri capoluoghi di Regione (alle ore 19): Milano 42,44%, Napoli 37,99%, Torino 41,31%, Bologna 46,44%, Trieste 42,72%; Cagliari 40,16%.
A operazioni concluse, il Viminale comunica che l'affluenza alle urne per il primo turno delle amministrative 2016 è stata del 62,14%. Il dato è del Viminale. Rispetto alle precedenti amministrative si registra un calo di oltre cinque punti (la volta precedente l'affluenza era stata del 67,42%). Secondo quanto riportato dal sito elettorale del Campidoglio, l'affluenza al voto per le elezioni Comunali a Roma è stata del 57,19%. Alle precedenti elezioni comunali aveva votato il 52,81% degli aventi diritto, quasi il 4,3 per cento in più. Diverso a Milano: l'affluenza ha raggiunto il 54,66%. In particolare, si sono recati alle urne 550.353 elettori sui 1.006.701 aventi diritto. Nel 2014 alle elezioni Europee a Milano hanno votato il 60% dei cittadini. Nel 2011 alle elezioni comunali che ha portato a Palazzo Marino Giuliano Pisapia (e che si svolgevano in due giorni, domenica e lunedì) aveva votato il 67,6% dei milanesi.
Domenica - I seggi sono stati aperti dunque in 1.342 comuni, di cui 25 capoluoghi di provincia e 7 capoluoghi di regione. Interessati al voto 13.316.379 elettori, di cui 6.382.798 uomini e 6.933.581 donne. Al voto per la prima volta 18.318 diciottenni, 9.847 uomini e 8.471 donne. Nel dossier del Viminale con tutte le informazioni utili, Elisabetta Belgiorno, Capo Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, ricordava che le elezioni nei 1.175 comuni delle regioni a statuto ordinario interesseressavano 12.085.890 di elettori, di cui 5.788.827 uomini e 6.297.063 donne. Al voto per le elezioni comunali anche 46.781 cittadini U.E. residenti in Italia che ne hanno fatto richiesta. Il comune con il corpo elettorale più numeroso è Roma con 2.363.776 elettori: 1.110.576 uomini e 1.253.200 donne. Il comune più “piccolo” è Morterone (Lecco) con 31 elettori (17 uomini e 14 donne) ed una sola lista civica. Verranno eletti i primi sindaci di 10 nuovi comuni, istituiti a seguito di fusione in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Come accennato, le operazioni di voto si svolgeranno nella sola giornata di domenica dalle 7 alle 23. Per l’occasione risulterà particolarmente utile “Elezioni amministrative 2016: il dossier”, un manuale pratico rivolto, oltre che agli addetti ai lavori, a tutti i cittadini che desiderano partecipare, con crescente consapevolezza, all’evento elettorale. Rispetto alle edizioni precedenti sono stati infatti ampliati gli argomenti trattati, con l’introduzione di approfondimenti tematici, tabelle e istogrammi oltre a un glossario dei termini più ricorrenti nel procedimento elettorale.
Tante le curiosità: i giovani che votano per la prima volta - più numerosi a Roma a fronte di 73 comuni con un solo diciottenne - alcune notizie sui sindaci uscenti e sui candidati sindaci nei comuni capoluogo di provincia, le percentuali dei votanti dal 2010 al 2015, i comuni di nuova istituzione mediante fusione ed i comuni - suddivisi per regione - i cui consigli si rinnovano per motivi diversi dalla scadenza naturale.
VOTO NELLE CITTA’ METROPOLITANE DI BOLOGNA, CAGLIARI, MILANO, NAPOLI, ROMA e TORINO. Nelle città metropolitane, i cui comuni capoluogo sono interessati al voto del 5 giugno 2016 per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, si procederà, ai sensi dell’art. 1, comma 21, della legge n. 56/2014 (cd. “Delrio”) nonché dell’art. 21, comma 3, della legge regionale della Sardegna n. 2/2016, alla successiva elezione del consiglio metropolitano entro sessanta giorni dalla proclamazione del sindaco del comune capoluogo. I risultati saranno diffusi autonomamente dalle città metropolitane stesse.
Nel dossier, consultabile sul sito internet del Viminale, si ricorda anche che l’elettore, prima di recarsi al seggio, deve controllare se nella tessera elettorale sono rimasti spazi per la certificazione del voto. In caso contrario dovrà recarsi con la tessera all’Ufficio elettorale del comune di residenza per ritirarne una nuova; deve recarsi nel seggio, il cui numero ed indirizzo è stampato sulla tessera elettorale personale, munito di idoneo documento di identificazione (carta di identità o documento equipollente); che nel seggio sono affissi i manifesti dei candidati sindaci e delle liste che li appoggiano (collegamento), con l’elenco dei candidati consiglieri; e che l’elettore, all’entrata nel seggio, deve consegnare la tessera elettorale ed il documento di identità ai membri del seggio stesso - i quali verificheranno la sua presenza nelle liste elettorali e che non abbia già votato - e depositare qualunque apparecchiatura che riproduca fotografie e filmati Per quanto concerne il voto assistito, l’elettore con impedimenti fisici, che non consentono di esprimere autonomamente il voto, può chiedere di essere accompagnato nella cabina da un altro elettore. Per evitare che per ogni elezione si debbano produrre dei certificati medici, è possibile richiedere che sulla tessera elettorale personale venga messo un timbro che attesti la permanenza di tale impedimento. Nel seggio, i componenti consegneranno all’elettore una matita copiativa e la scheda di votazione aperta, indicando il numero di cabina nel quale recarsi per esprimere in segreto il voto. L’elettore, al termine dell’espressione del voto, deve ripiegare la scheda ed inserirla nell’urna, consegnare la matita, ritirare la tessera elettorale munita del timbro che certifica il voto, il documento di identità ed eventualmente l’apparecchiatura depositata. Nel seggio, oltre all’elettore, possono esprimere il voto il presidente, il segretario, gli scrutatori e i rappresentanti di lista del seggio stesso nonché i membri delle forze dell’ordine in servizio al seggio, se non hanno già votato nel rispettivo seggio di residenza
I dati sul voto affluiranno al Ministero dell’Interno attraverso la rete con le Prefetture interessate e/o direttamente dai comuni. Per i comuni fino a 15.000 abitanti, con più di una sezione elettorale, sarà l’Adunanza dei presidenti delle sezioni a proclamare il sindaco e i consiglieri mentre per il comune con una sezione elettorale sarà il presidente dell’Ufficio elettorale di sezione. Per i comuni superiori a 15.000 abitanti sarà l’Ufficio centrale a proclamare il sindaco e i consiglieri. |