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«Le sconfitte non hanno una sola verità»

Così l'ex ct azzurro dopo il disastro dell'eliminazione dalla qualificazione mondiale. «Sarò il primo tifoso: al mio successore auguro di riportare l'Italia dove merita»

«Le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità». Con amarezza (e togliendosi qualche piccolo sassolino dalle scarpe), l'ex ct della Nazionale Gian Piero Ventura, dà l'addio ai tifosi azzurri.

Ventura però si mostra sportivo e dice: «Sarò il primo tifoso: al mio successore auguro di riportare l'Italia dove merita». Poi spiega: «Sono stati, e sono, giorni difficili e di profondo dispiacere: provo una sensazione di incompiutezza dal momento in cui non ho raggiunto il traguardo dei Mondiali. Guidare la Nazionale mi ha trasmesso senso di appartenenza ed orgoglio mai provati prima perchè non ci può essere niente di più grande. Ho lavorato con tutto me stesso, con serietà e professionalità: non sono riuscito là dove ero convinto di farcela alla guida di un gruppo di ragazzi che non smetterò mai di ringraziare».

«Ho lavorato anche per preparare i più giovani al grande salto che potevano, e possono, ancora fare in modo da arricchire tutto il nostro movimento - aggiunge Ventura - Nel calcio, le vittorie sono sempre il prodotto del merito di tanti. Allo stesso tempo le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità: nel momento dell'insuccesso bisogna dare risposte ad una lunga serie di interrogativi». «Ora - la conclusione dell'ex ct - nel momento della ripartenza sarò il primo tifoso: al mio successore auguro di riportare l'Italia dove merita?».
17-11-2017

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