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Migranti, ci pensa Madrid: accoglie Aquarius

La svolta arriva all'improvviso mentre infuria lo scontro Italia-Malta sui porti per l'accoglienza della nave dell'ong Sos Mediterranee con a bordo 629 migranti a bordo

Domenica, il Viminale vieta l’ingresso in un porto italiano della nave Aquarius, in navigazione nel Mediterraneo con 629 migranti a bordo. Quando l’imbarcazione era a 43 miglia da Malta il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto una lettera urgente alle autorità de La Valletta.

Nella missiva, il responsabile del Viminale comunica che La Valletta è il «porto più sicuro», dunque spetta a loro concedere il via libera all’attracco. La nave Aquarius, che batte bandiera di Gibilterra, proviene dal Nordafrica. Quella dei port chiusi è una misura che sarebbe senza precedenti per l'Italia. Sull'Aquarius ci sono anche 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. «Non è pensabile», dice il personale della Ong, che la nave possa continuare per giorni la sua peregrinazione per mare. Anche perché, la preoccupazione principale di tutte le organizzazioni umanitarie, è che in questo contenzioso tra stati a rimetterci siano i migranti. «Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo», ammonisce l'Unhcr, mentre il «timore» di Msf è che «ancora una volta la politica degli stati europei sia posta al di sopra delle vite delle persone».

Ma al caso Aquarius, a cui Salvini dopo lo scontro di ieri con Malta dice di aver lavorato tutta la notte, si aggiunge quello di una seconda nave carica di migranti, la Sea Watch 3, al largo delle coste libiche. «Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l'ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia. L'Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c'È CHI DICE NO.#chiudiamoiporti», scrive il ministro dell'Interno su Twitter in mattinata. Resta intanto lo scontro tra Italia e Malta, dopo che il governo della Valletta ha risposto 'no' alla richiesta di Roma di accogliere in porto. Circa 800 persone sono state recuperate da imbarcazioni italiane e internazionali in operazioni di soccorso che si sono concluse in piena notte. «È necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un'Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma Malta è la spia di un'Europa che deve cambiare», scrive su Twitter il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
 
Domenica sera al termine di un vertice di oltre tre ore a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte ha spiegato che il suo collega di Malta, Joseph Muscat, che ha contattato di persona in serata, «non ha assicurato alcun intervento, neppure in chiave umanitaria». «Si conferma l'ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell'Europa, a intervenire e a farsi carico dell'emergenza», ha detto Conte, sottolineando che «l'Italia si ritrova ad affrontare in totale solitudine l'emergenza immigrazione. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato». Durissime le parole di Muscat, affidate a un Tweet: «Siamo preoccupati per la direzione presa dalle autorità italiane sull'Acquarius, che è in alto mare. Vanno manifestamente contro le leggi internazionali e rischiano di creare una situazione pericolosa per tutti quelli che sono coinvolti». Malta «non può continuare a voltarsi dall'altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati», scrivono in serata in un comunicato congiunto Salvini e Toninelli, responsabile delle Infrastrutture, da cui dipende la Guardia costiera. Ma La Valletta si smarca: «Il nostro governo non è né l'autorità che coordina né ha competenza sul caso» dell'Aquarius, dice un portavoce del governo. «Il salvataggio è stato coordinato da Roma».

La svolta arriva nel pomeriggio: la nave Aquarius accolta dalla Spagna. «È nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone», ha dichiarato il premier socialista spagnolo Pedro Sanchez nell'annunciare di voler accogliere la Aquarius nel porto di Valencia. Intanto c'è l'allarme di Msf. «I bambini e gli adolescenti e le persone più vulnerabili che sono a bordo della nave Aquarius di SOS Mediterranée non possono rimanere vittime di una disputa tra stati. Le condizioni di sofferenza, privazioni e paura che hanno certamente vissuto in Libia e durante nel viaggio non possono essere ingiustamente prolungate. È necessario e urgente garantire loro un approdo sicuro senza ulteriori indugi. Le dispute tra stati vanno risolte in sede diplomatica senza prendere in ostaggio donne e bambini» ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, commentando la situazione della nave Aquarius ferma al largo delle coste italiane, a bordo della quale ci sono 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinta.
11-06-2018

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