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Roma, nove arresti per il nuovo stadio

Fascicolo sui passaggi di proprietà dei terreni dell'ippodromo di Tor di Valle. Tra gli arrestati l’avvocato Luca Lanzalone, presidente di Acea voluto dalla Raggi

Lo stadio nuovo ancora non c’è, l'inchiesta giudiziaria invece sì. Nove persone sono state arrestate dai carabinieri mercoledì mattina nell’ambito dell’operazione Rinascimento: al centro della vicenda la costruzione del nuovo stadio della Roma. Coinvolti personaggi noti della politica e degli affari capitolini.

Le accuse sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e delitti contro la Pubblica Amministrazione. Tra gli arrestati l'imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collaboratori, mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, l'attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta cinquestelle, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l'ex assessore regionale all'Urbanistica Michele Civita (Pd). Indagati il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio ed ex presidente del municipio X, che comprende anche Ostia e Mauro Vaglio, presidente dell'ordine degli avvocati di Roma e candidato (non eletto) per il M5S alle scorse elezioni politiche al Senato, a cui nell'ordinanza viene contestato di "aver compilato la fattura per operazioni oggettivamente inesistenti" per consentire alla società Eurnova, costruttrice dello stadio, o ad altre società del gruppo Parnasi di "evadere le imposte sui redditi".



Lanzalone, 49 anni nativo genovese come Beppe Grillo ma con basi a Crema e a Miami, compare sulla scena romana nell'agosto 2016, consegnando a un'appena insediata in Campidoglio Virginia Raggi (che con l'inchiesta «non c'entra nulla», come precisato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo nel corso di un incontro con la stampa dopo i nove arresti legati al nuovo stadio) l'elenco dei candidati voluti da Davide Casaleggio per la poltrona di direttore generale dell'Ama. Nel marzo 2017 è oggetto di un'interrogazione da parte della capogruppo dem capitolina Michela Di Biase, la quale si domanda che genere di ruolo ricopra l'avvocato "al servizio del Comune di Roma senza un incarico ufficiale". La Raggi però lo difende a spada tratta e, all'interrogazione, risponde: "L'avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio". La sindaca romana aggiunse all'epoca che, presto, sarebbe giunto un incarico, incarico che si consolidò quindi nella rilevantissima nomina a presidente di Acea (con 240mila euro annui di stipendio). Tra l'altro, Lanzalone vanta anche una collaborazione con il sindaco grillino Filippo Nogarin a stretto contatto con l'assessore Lemmetti (poi trasferito a Roma con delega al Bilancio in Campidoglio), occupandosi in particolare della municipalizzata dei rifiuti Aamps. A Livorno propose il concordato per salvare la suddetta Aamps, e la stessa cosa ha fatto a Roma per la municipalizzata dei trasporti, la inguaiatissima Atac.

Su Lanzalone, che comparve a fianco dell'ora vicepremier Luigi Di Maio al forum Ambrosetti di Cernobbio, si espresse a suo tempo anche Paolo Berdini, assessore all'Urbanistica silurato dalla giunta Raggi fra mille polemiche, definendolo: "Un uomo venuto chissà dove e chissà perché", aggiungendo: "Quest’uomo, dopo aver risolto a mio danno il problema dello stadio perché la trattativa la fece lui, assunse la carica economica pubblica più importante a Roma: la presidenza dell’Acea".

Per quanto riguarda Parnasi, secondo alcune indiscrezioni della Procura di Roma, l'ordinanza di custodia cautelare ricostruirebbe e considererebbe “reato” la serie di relazioni intessute dai suoi collaboratori per convincere prima il Comune attraverso la mediazione di Lanzalone a modificare il progetto dello Stadio in “senso riduttivo”, poi la Regione ad approvare il nuovo programma all'interno della Conferenza dei Servici, all'epoca coordinata dall'assessore all'Urbanistica Michele Civita. Il ruolo di Palozzi, secondo la prima ricostruzione sarebbe stato quello di mettere la sordina all'opposizione, lasciando campo aperto alla Conferenza dei Servizi, alla quale per legge spettava il potere decisorio e l'approvazione della variante urbanistica.

Nelle carte, è chiaro come sotto la lente d'ingrandimento c'è finito il mondo che ruotava intorno al sistema messo in atto «ottenere i favori del mondo 5 Stelle» dell'imprenditore Luca Paranasi. Secondo il gip Maria Paola Tommaselli, obiettivo era «rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito - si legge - che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell'ambito dell'amministrazione capitolina, svolgono un ben preciso ruolo nell'approvazione nel progetto dello stadio, e crea i presupposti per lo sviluppo di ulteriori progetti imprenditoriali, essendo la Lombardi, oltre che candidata alla Regione, personaggio di spicco dei 5 Stelle a livello nazionale e quindi destinata, in ipotesi di un successo elettorale della sua compagine nelle elezioni politiche a ricoprire ruoli decisionali nel nuovo assetto che si determinerà all'esito del voto». Quanto al capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, nell'ordinanza si legge: «Non può non essere evidenziato come anche tale richiesta risponda, così come quella di elaborazione di un progetto di resyling del lungomare di Ostia, all'esigenza di guadagnarsi consenso e credibilità, seppure non nei confronti degli elettori, ma all'interno del Movimento».

Nell'indagine spuntano anche 250 mila euro che Parnasi, tramite una sua società, avrebbe dato all'associazione «Più Voci» considerata vicina alla Lega. In un'intercettazione Parnasi precisa che la dazione «non è stata fatta per Salvini» ma per creare «un sistema di imprenditori, appaltatori». Parlando del versamento alla Onlus Parnasi intercettato spiega che «è una cosa fatta all'epoca quando io... creare un sistema di imprenditori, appaltatori ecc. che hanno organizzato cene per conoscere... le ho fatte con Stefano Parisi, le ho fatte con Meloni....». Parlando dell'associazione, Parnasi la definisce «un comitato di professionisti di Milano, gente non legata a Salvini. Non è una roba della Lega Nord». Sui finanziamenti ad associazioni da parte di Parnasi la procura dovrà valutare se ci sono profili di natura penale.

C'è poi una vicenda perfino surreale. Parnasi e gli uomini del suo gruppo puntavano a esportare il suo sistema corruttivo a Milano. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere nove persone. Il gruppo, incaricato di portare avanti il progetto per lo stadio della Roma, puntò a corrompere l'assessore all'Urbanistica di Milano, Pierfrancesco Maran (Pd), proponendogli l'acquisto di una casa. Un tentativo caduto nel vuoto perché Maran respinse la "proposta in modo sdegnato" dicendo in modo netto: "Qui non si usa". In un'intercettazione, gli uomini del gruppo Parnasi fanno un resoconto dell'incontro: "Siamo andati a parlare con l'assessore Maran, gli abbiamo proposto un appartamento ma lui ha risposto di no dicendo che lui 'non voleva prendere per il c... chi lo ha votato'. Abbiamo fatto una brutta figura, sembravamo i romani dei film quando vanno a Milano".

Solo martedì, in un post su Facebook, la sindaca Virginia Raggi avvertiva che «lo stadio di Tor di Valle si avvicina». Nel messaggio Raggi ha fatto il punto sullo stato dei lavori e aggiornava che «sono arrivate 31 osservazioni al progetto (lunedì a mezzanotte scadeva il tempo per presentare le osservazioni sulla variante al Piano regolatore) e gia da martedì ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo». «Quest’opera - che noi abbiamo modificato ottenendo il taglio delle cubature di cemento e aumentando il verde - porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita degli abitanti nel quadrante sud della città - ha scritto ancora Raggi -. Tutti i cittadini potranno leggere la documentazione della Conferenza dei servizi sul portale di Roma Capitale. #UnoStadioFattoBene, un progetto unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente perché ecosostenibile ma al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia. Vogliamo che il sogno dello stadio a Tor di Valle diventi presto realtà».
13-06-2018

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