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Coronavirus, morto un 77enne nel Padovano

Primo decesso registrato in Italia. 15 quelli confermati in Lombardia. A Codogno grave 38enne. Contagiati la moglie, medici e infermieri. Scuole chiuse in tre regioni

Primo morto in Italia per il Coronavirus: si tratta di un uomo di 77 anni, deceduto venerdì sera poco dopo le 22.45 all’ospedale di Padova: è uno dei due pazienti positivi al nuovo virus. Lo conferma in tarda serata il governatore Luca Zaia. Al momento sono sedici i contagiati in tutta Italia: 15 in Lombardia, nel Lodigiano, e uno in Veneto, nel Padovano.

Uno dei contagiati nel Lodigiano, un 38enne di Codogno, in provincia di Lodi, è risultato positivo al test e sarebbe in condizioni serie. L'uomo, sposato e senza figli, è ricoverato in terapia intensiva all'ospedale locale in prognosi riservata, con insufficienza respiratoria e le sue condizioni sono ritenute molto gravi. L'uomo si è presentato giovedì al pronto soccorso dell'ospedale si Codogno, nel Lodigiano. Era la seconda volta che il 38enne si faceva visitare: nei giorni precedenti gli era stata riscontrata solo una leggera febbre. Da ieri le autorità sanitarie stanno ricostruendo i suoi spostamenti per capire chi sono le persone venute a contatto col paziente. L'uomo è stato accompagnato all'ospedale Sacco di Milano in isolamento.

Il 38enne positivo è il primo caso di contagio in Italia e quindi occorre capire se siamo di fronte a un piccolo focolaio. È necessaria un'indagine epidemiologica accurata dice Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all'Università Cattolica di Roma e rappresentante dell'Italia nell'Executive Board dell'Organizzazione mondiale della sanità. Un'équipe dell'ospedale Sacco di Milano, specializzato nella cura delle malattie infettive, è intanto arrivata all'ospedale di Codogno per di capire se il paziente è trasferibile. Il contagio dell'uomo potrebbe essere avvenuto durante una cena con un amico appena tornato dalla Cina.

Le attività al pronto soccorso e nelle sale operatorie sono state sospese durante il periodo necessario per disinfettare i locali. All'ospedale gli ingressi sono completamente sbarrati al pubblico. «Abbiamo già ricostruito sia i contatti dei medici, degli infermieri, dei familiari più stretti a cui abbiamo già fatto i tamponi. Sono già stati messi tutti in isolamento o chiamati a stare in isolamento al loro domicilio. La moglie, i genitori» assicura l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera parlando dell'uomo. «La macchina quindi si è mossa con rapidità» ha aggiunto l'assessore. Fino a ieri i casi negativi in Lombardia erano stati 101. Dei 50 ragazzini in quarantena volontaria da scuola poiché tornati dalla Cina per le feste del Capodanno cinese, già una decina sono rientrati in classe poiché senza sintomi dopo aver completato i 14 giorni di isolamento volontario.

Il caso è aumentato col passare delle ore: i contagiati in Lombardia sono saliti a quindici. Oltre al ricoverato all'ospedale di Codogno, contagiata anche moglie incinta del 38enne, che è un'insegnante (che al momento non lavora) e una terza persona che si è presentata spontaneamente in ospedale con i sintomi della polmonite e che si sarebbe vista nei giorni scorsi con l'uomo ora ricoverato a Codogno. L'amico che il 38enne aveva incontrato e che era rientrato dalla Cina è stato accompagnato al Sacco di Milano dove si trova in isolamento ma i controlli hanno dato esito negativo. Degli altri tre casi al momento non si hanno informazioni specifiche. Il medico di base del 38enne positivo al Coronavirus è ricoverato in ospedale con la polmonite.

«Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali. Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio». Così l'assessore Gallera, aggiungendo che «la maggior parte dei contatti delle persone risultate positive al Coronavirus è stata individuata e sottoposta agli accertamenti e alle misure necessarie». ​
 
In tutto sono 250 le persone finite in isolamento, 149 sono infermieri, medici, familiari e persone entrate in contatto diretto con il 38enne ricoverato a Codogno. Poi ci sono i dipendenti che lavorano nella sua ditta e che hanno avuto contatto diretto con lui. Obbligo di quarantena «fiduciaria» domiciliare per chi torna da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e «sorveglianza attiva» per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico così come indicato dall'Oms, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia. Lo dispone il Ministero della Salute con l'ordinanza firmata oggi in seguito ai casi in Lombardia.

Venivano poi accertati i primi due casi di contagio da coronavirus in Veneto. Si trattava di due persone anziane, risultate entrambe positive al test effettuato nel reparto Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliera di Padova, dove i due pazienti sono tuttora ricoverati. I tamponi del test sono stati inviati all'Istituto Spallanzani di Roma per avere un ulteriore riscontro. Nella tarda serata la notizia che l'uomo, un 77enne, è deceduto poco prima delle 23.

È ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Piacenza, infine, una donna, sintomatica, collega del paziente positivo al coronavirus alla Unilever di Lodi. Lo afferma la Regione Emilia-Romagna in una nota. Di questa paziente è atteso l'esito del tampone esaminato presso il laboratorio di riferimento regionale del Sant'Orsola.
21-02-2020

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