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Coronavirus, il Consiglio dei ministri straordinario

La riunione nella sede della Protezione Civile per valutare l'adozione di misure straordinarie contro l'epidemia. Mattarella: «Serve unità: collaborare con i medici»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha presieduto nel pomeriggio di sabato la riunione del Comitato operativo sul Coronavirus al Dipartimento della Protezione Civile. Al vertice hanno partecipato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario straordinario, Angelo Borrelli, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, e in collegamento telefonico il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Il presidente del Consiglio Conte, dopo tre ore di riunione nella sede della Protezione Civile, ha approvato un decreto con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l’esplosione dei focolai nel lodigiano e in Veneto e il primo caso registrato in Piemonte, che ha portato il totale dei numeri a 76. Stop alle gite in Italia e all'estero e si ferma lo sport in Lombardia e in Veneto, serie A di calcio compresa. Conte ha spiegato di aver adottato «un decreto legge con misure per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica. Lo scopo è tutelare il bene della salute degli italiani. Nelle aree focolaio - ha detto il premier - non sarà consentito l'ingresso e l'allontanamento, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni».

Istituito il divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree "focolaio" del virus che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni, e «sorveglianza attiva» per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus. E ancora, chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone. «Abbiamo adottato un decreto per tutelare la salute degli italiani, che è quella che ci sta più a cuore e che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto» dice il premier Giuseppe Conte ripetendo più volte che gli italiani «devono avere fiducia» della politica e delle istituzioni scientifiche, che stanno facendo tutto il possibile.

Le misure adottate dal Cdm riguardano al momento i dieci comuni del lodigiano individuati già ieri, dove vivono oltre 50mila persone, e l'area di Vò Euganeo, in provincia di Padova. All'interno delle zone focolaio, inoltre, «l'accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l'acquisto di beni di prima necessità - dice il decreto - è condizionato all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale». E a tutti coloro che hanno avuto «contatti stretti con casi confermati» dovrà essere applicata la «misura della quarantena con sorveglianza attiva». Ma come si farà a far rispettare il divieto? Il decreto prevede che siano le forze di polizia a garantire «l'esecuzione delle misure» e, «ove occorra», si potrà ricorrere anche all'utilizzo dei militari. «Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale», che prevede una multa e l'arresto fino a 3 mesi. Misure dure, che potranno essere estese anche ad altre aree nel caso fosse necessario.

«Dobbiamo essere flessibili anche perché non è detto che le misure prese oggi siano utili domani» ha ammesso il premier. Non ci sarà, invece, la sospensione di Schengen, come aveva chiesto Matteo Salvini quando il governo ha informato l'opposizione delle misure che sarebbero state prese. «Adotteremo sempre misure nel segno dell'adeguatezza e della proporzionalità. Ora non ci sono i presupposti per chiedere la sospensione della libera circolazione delle persone. È una misura draconiana e sproporzionata rispetto alla necessità di contenere contagio. E poi cosa vogliamo fare dell'Italia un lazzaretto? Non ci sono le condizioni», ha detto chiaramente Conte rivendicando come il governo intero si assume «la piena responsabilità politica» delle scelte fatte. Il premier ha anche annunciato che nei prossimi giorni il governo varerà un altro decreto contenente però le misure economiche e di ristoro che dovranno essere messe in campo per far fronte alla sospensione di tutte le attività nelle aree focolaio.

Prima della riunione, la dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Desidero esprimere riconoscenza ai medici, al personale sanitario, ai ricercatori, alle donne e agli uomini della Protezione civile e delle Forze armate, a quanti in questi giorni si stanno impegnando – con abnegazione e generosità - per fronteggiare e arginare il rischio di diffusione del coronavirus. Il Ministero della Salute e le Regioni con territori in cui sono presenti casi di contagio stanno operando con tempestività e hanno approntato i protocolli necessari ad affrontare l’emergenza, potendo contare su un sistema sanitario in grado di reagire con efficacia. Questa richiede anche la piena collaborazione di tutta la popolazione secondo le indicazioni delle autorità sanitarie. Sono vicino a quanti sono stati colpiti e alle loro comunità che vivono momenti di comprensibile ansia. Rivolgo un pensiero alle due vittime ed esprimo solidarietà ai loro familiari. Confido che senso di responsabilità e unità di impegno assicurino la migliore e più efficace risposta a tutela della salute dei nostri concittadini».
23-02-2020

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