Napolitano preoccupato. Grillo: partiti morti
Il presidente della Repubblica: «Sono sereno per quel che riguarda la mia situazione personale». Il capo politico 5 Stelle sul blog: «Boldrini miracolata, vada via»
Il presidente della Repubblica Giorgio Napoli- tano, a margine della cerimonia di inaugura- zione dell’Anno Giudiziario, al Consiglio di Sta- to, ha risposto ai cronisti su quanto sta acca- dendo nella politica dicendo: «Sono sereno per quel che riguarda la mia situazione perso- nale, preoccupato per quello che riguarda il Parlamento». Grillo sul blog: «Boldrini via».
Il Capo dello Stato non è dunque preoccupato della richiesta di impeachment avanzata dal Movimento 5 Stelle nei suoi confronti e, già giovedì, aveva dichiarato: «La messa in stato d’accusa faccia il suo corso». E prendere posizione in mattinata è anche la Cei: «È scandaloso e mortificante per l’Italia e tutti noi» quanto accaduto in questi giorni alla Camera - è il commento del segretario generale, monsignor Nunzio Galantino. Che aggiunge: «Grazie a Dio c’è anche dell’altro, e anche nello stesso Parlamento. Questo non ci appartiene».
All'attacco anche il premier Enrico Letta: «Credo che ci sia stato un livello di tolleranza eccessivo rispetto a modalità al di fuori di quelle consentite dalle regole democratiche». «È da respingere con forza e nettezza sia l'atto d'accusa nei confronti del Capo dello stato sia i comportamenti visti in queste ore», ha sottolineato il premier parlando di una «escalation di violenza» e di attacchi «nei confronti della presidente della Camera che stigmatizziamo». «Stigmatizziamo duramente anche gli attacchi al presidente Boldrini, che a nostro avviso segnalano la volontà di prendere una strada antidemocratica. Il nostro paese deve difendere le sue istituzioni. Al livello di tolleranza eccessivo, il governo reagisce nettamente», ha detto ancora Letta. «Il governo ha intenzione di reagire con nettezza alle provocazioni in difesa delle regole» che devono vigere in una democrazia, ha insistito Letta, definendo «grave e sbagliata la provocazione dei M5s alle istituzioni». «Domani andrò a Dubai ed Abu Dabi per favorire nuovi investimenti in Italia e risolvere la questione Alitalia. Ma mi chiedo come si possa pensare che investitori che hanno visto le recenti immagini del nostro Parlamento possano considerare l'Italia un interlocutore affidabile di fronte a queste corride», ha continuato il capo dell'esecutivo.
Ma, dopo il caos degli ultimi due giorni, i deputati 5Stelle non mollano la presa e tornano ad attaccare la presidente della Camera Laura Boldrini: «Leggo tanta gente nervosa per l’intervista al Tg1 della Boldrini - scrive su facebook il deputato Manlio di Stefano -, ma vi prego di non sprecare tempo con queste cose. Una donna senza dignità che parla ad un Tg senza giornalisti non merita considerazione. Sono zombie che tentano di tornare in vita. Andiamo oltre». Per la presidente della Camera, comunque, la richiesta di messa in stato di accusa di Napolitano «è assolutamente infondata, inaudita, ed è tesa a gettare fango sulle istituzioni».
Intanto a Roma è arrivato Beppe Grillo per fare visita ai suoi parlamentari. Prima sul blog aveva scritto: «La Boldrini nel suo ruolo è inadeguata, impropria, miracolata. Lo sa lei, lo sanno tutti. Ha due meriti, piace a Napolitano e ubbidisce agli ordini e, per questo Regime, due medaglie così bastano e avanzano. La Boldrini deve andarsene e in fretta dalla Camera». «Usate l'arma della dolcezza: gli altri sono morti fategli una carezza» ha poi detto Grillo radunando i parlamentari per fare il punto sugli avvenimenti degli ultimi giorni ma li avverte: «Va bene lo scontro ma dobbiamo restare in Parlamento» e per restarci va bene uno scontro, anche duro ma sempre senza esagerare. «Non dobbiamo dare la sensazione che vogliamo andare via dal Parlamento: la gente ha capito quello che stiamo facendo ma dobbiamo restare lì essendo politicamente asfissianti». «Io - il capo politico dei 5 Stelle - mi sono fatto 40 anni di palchi ed ho l'autorevolezza per mandarli tutti a quel paese. Per dire le parolacce ci vuole autorevolezza». Ad ogni modo «nei sondaggi andiamo bene» aggiunge. «State facendo un buon lavoro e tra un po' mi sorpasserete e tra qualche mese potrete dire anche voi "Grillo chi?"». «Cresciamo e dobbiamo andare avanti così». Però, aggiunge «bisogna fare molta attenzione, state molto attenti alla querele perchè sapete che le nostre regole prevedono che dopo una condanna non si può essere ricandidati». |