"Impegno Italia", ecco il rilancio del governo
Letta parla di «30 miliardi di risorse per il biennio 2014-2015 che consentiranno quelle riduzioni di tasse per le imprese sul costo del lavoro e per il lavoratori»
Nel pomeriggio, smentendo quindi chi lo dava come dimissionario in favore di Matteo Renzi, il premier Enrico Letta ha presentato il pro- gramma “Impegno Italia” (che di seguito alle- ghiamo integralmente) parlando di «trenta mi- liardi di risorse per il biennio 2014-2015 che consentiranno quelle riduzioni di tasse per le imprese sul costo del lavoro e per i lavoratori».
Il presidente del Consiglio sottolinea: «Lo presento adesso perché rispetto regole e impegni. Il Pd ha chiesto e deciso di votare prima la legge elettorale. E io l’ho fatto perché sono uomo di quel partito». Letta ha presentato il patto di coalizione partendo dagli ultimi dati economici positivi: «Sono elementi fondamentali per far sì che al più presto grazie a “Impegno Italia” le imprese e i cittadini tocchino con mano questi benefici».
Letta quindi annuncia un contenimento dei costi, spiegando che nel complesso, nel prossimo biennio, «saremo in grado, oltre ai 3,6 miliardi di revisione della spesa previsti dalla legge di stabilità, di mettere altri 13 miliardi di revisione della spesa. Questo e' fattibile». «Oggi - ha poi spiegato Letta - lo spread è sotto i 200, in una condizione migliore rispetto a quanto era successo ai primi di gennaio perché il tasso di interesse nominale dei titoli di Stato era più alto; oggi è per l'Italia il migliore da 8 anni. Abbiamo recuperato elementi fondamentali. Il debito scende per la prima volta per le privatizzazioni dopo 6 ani, ed il deficit è sotto controllo, sotto il 3%».
I temi sono quello occupazionale e dell’uscita definitiva dalla crisi: «La lotta alla disoccupazione e la crescita sono l’obiettivo fondamentale di questo patto che io propongo ai partiti, al Parlamento e ai cittadini». «C’è un cambio di marcia significativo: ci sono tempi di attuazione, chi e quando deve cambiare le cose». Ecco allora quali sono i punti elencati dal premier: - tagliare il cuneo fiscale di lavoratori e imprese di 13,5 miliardi nel biennio 2014-15, oltre a quelli già previsti dalla legge di stabilità - altri 13 miliardi sono destinati ad altre «priorità» economiche indicate nel documento. |