E ora a Milano è allarme sicurezza su Expo
Il governatore Maroni: «Sono tranquillo. Quanto avvenuto giovedì non è collegato ad Expo, ma a una lacuna nel sistema di controllo». Codacons all'attacco dell'evento
«Sono tranquillo. Quanto avvenuto a Palazzo di Giustizia non è collegato ad Expo, ma a una lacuna nel sistema di controllo del tribunale che va subito colmata». È così che il governatore Roberto Maroni ha rassicurato tutti, cercando di buttare acqua sul fuoco delle polemiche sulla sicurezza in chiave Expo, l’evento che metterà Milano sotto i riflettori del mondo.
Restano però le preoccupazioni. E oltre all’allarme terrorismo, adesso l’attenzione è anche per gesti isolati come quello di Giardiello. Dall’organizzazione di Expo fanno sapere che il sito è più che protetto: oltre 2000 telecamere nell’area, circondata da una speciale recinzione alta oltre 3 metri; 103 metal detector (più di quelli degli aeroporti di Linate, Malpensa, Fiumicino messi insieme) ai varchi e un servizio di vigilanza 24 ore su 24. Pronto anche un vasto schieramento di forze dell’ordine: in tutto saranno 1.300 tra carabinieri, agenti e finanzieri, ai quali si aggiungono 600 soldati.
Intanto si indaga sul gesto di Giardiello. «Abbiamo dato un mandato molto forte a fare massima chiarezza sulle falle del sistema che ci sono state, perché è impensabile e impossibile che si sia potuto introdurre un'arma in un tribunale». Queste le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo la sparatoria in tribunale a Milano. «Non è la prima volta che accade ma deve essere l’ultima». Il capo dell’Esecutivo ha quindi aggiunto: «Voglio esprimere il senso del dolore profondo che a nome del governo e mio voglio rivolgere alle famiglie delle vittime di Milano, alla città di Milano. Il governo è pronto a riferire in Aula. Se va fatta chiarezza su come sia potuta entrare un’arma in tribunale - continua Matteo Renzi -, voglio esprimere gratitudine alle forze dell’ordine che hanno dato vita ad un inseguimento, un atto di grandissimo eroismo da parte delle forze dell'ordine e in particolare i carabinieri che hanno bloccato, riconosciuto e disarmato il killer». Secondo Renzi, «quello che è accaduto a Milano è incomprensibile e gravissimo, ci dovranno essere tutte le indagini del caso ma da qui a strumentalizzare gli eventi ed inserire per l’ennesima volte l’Expo ce ne passa. Il paese non è in uno stato di terrore».
Nel pomeriggio di giovedì, il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, rivelava che Claudio Giardiello sarebbe entrato mostrando un falso tesserino da un ingresso laterale del Palazzo di Giustizia e dalla porta riservata all’accesso di magistrati, avvocati e cronisti. In un primo momento si era parlato di un metal detector rotto o dell’ingresso del presunto responsabile della strage insieme ad un avvocato. L’uomo «sarebbe uscito dallo stesso ingresso di via Manara da cui è entrato, che non prevede il metal detector - ha aggiunto - ma solo controllo dei documenti e da cui possono entrare avvocati, magistrati e personale amministrativo. Questa è al momento solo un'ipotesi investigativa». |