FI e M5S: la crisi si voti in Parlamento
Mutato il quadro politico. I fedelissimi di Berlusconi e Casaleggio insistono affinché il premier si presenti alle Camere. Scelta civica dà l'ok al progetto di Renzi
Forza Italia e il Movimento 5 Stelle non stan- no a guardare. Mentre il governo di Letta so- stanzialmente finisce sotto il segno di una sfi- ducia da parte della Direzione nazionale del Partito democratico di Renzi, i fedelissimi di Berlusconi e Casaleggio insistono affinché il premier si presenti alle Camere. Scelta civica è con Renzi: «Ora legislatura costituente».
Per i due principali partiti di opposizione, quindi, la crisi di governo va votata in Parlamento con fiducia o sfiducia istituzionale al presidente del Consiglio. Il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, lo dice chiaramente: «Chiediamo al presidente Napolitano di prendere atto che il segretario del partito maggiormente rappresentato in parlamento ha confermato l’intenzione di non sostenere più l’attuale compagine governativa e di invitare l’attuale presidente del Consiglio a presentarsi alle Camere. Non può essere sufficiente la riunione della direzione di un partito per interrompere la vita di un governo della Repubblica e decretarne la fine. È buona regola istituzionale - prosegue l’ex ministro - che sia il parlamento a dare o ritirare la fiducia a un governo. Inammissibile immaginare che questa vicenda si concluda tout court con le dimissioni di Letta e l’inizio delle consultazioni con il presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo, senza passaggio parlamentare».
Gianroberto Casaleggio, punta mediatica dei 5 Stelle, dopo aver incontrato i parlamentari M5S per discutere della proposta rilanciata da Renzi in direzione di un governo guidato dal leader dem fino al 2018, rincara poi: «Penso che i governi si sfiduciano e si fanno in Parlamento. Quindi deve essere liberamente il parlamento a decidere. Il parlamento prima deve sfiduciare Letta e poi eventualmente se si forma un governo senza andare alle elezioni il parlamento dovrà dare la fiducia al nuovo governo. Ma no fiducia a Renzi, valuteremo proposte».
Intanto Scelta Civica apre al sindaco e il segretario Stefania Giannini annuncia: «La relazione di Renzi ci ha dato una risposta molto importante. Chiedevamo chiarezza al Pd e chiarezza abbiamo avuto, soprattutto sulla linea di radicale cambiamento di cui c’è bisogno. Renzi ha indicato un obiettivo che per noi era e resta molto importante che è quello della legislatura costituente. Noi siamo entrati in parlamento per riformare il Paese e di certo non lo si può fare con un governo a orologeria». |