METEO
BORSA
03/09/2026 04:50
POLITICA
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Zalando

Renzi sfiducia Letta. Sindaco verso il governo

Saltata l'ultima mediazione prima della Direzione nazionale al Nazareno. Letta diserta il summit. Il partito vota la svolta (136 sì contro 16 no) e il premier cede

 D-Day del governo Letta. Potrebbe essere
 questo il titolo della giornata che ha visto la
 direzione Pd, anticipata dopo le voci di staf-
 fetta a Palazzo Chigi, e che ha visto il pre-
 mier Letta disertare il summit dei democrati-
 ci, in aperto contrasto col segretario Renzi, in
 cui poi arriva una sostanziale sfiducia. E ve-
 nerdì Letta sale al Colle per dimettersi.

L’ultima mediazione avrebbe visto protagonista il portavoce della segreteria Pd Lorenzo Guerini e il capogruppo Luigi Zanda, i quali avrebbero spiegato al premier che Renzi è pronto a far suo “Piano Italia” se Letta accetta il ministero dell’Economia. Ma secondo fonti di stampa, Letta non avrebbe preso posizione e non avrebbe quindi detto «nulla». Ma la ricostruzione dell’incontro, come detto, smentita ufficialmente dal Pd che in una nota precisa: «In merito ad alcune ricostruzioni dell’incontro di questa mattina tra la delegazione del Partito Democratico e il Presidente del Consiglio, l’ufficio stampa del Partito Democratico smentisce che sia stata fatta alcuna offerta di posizione o dicastero al premier».

Enrico Letta ha quindi disertato la Direzione del partito: a meno di un’ora dall’inizio, il capo dell’esecutivo ha fatto sapere che non sarebbe andato al Nazareno. «Si decida con serenità» ha detto il premier. «Preferisco aspettare a palazzo Chigi le determinazioni che verranno prese - ha scritto Letta in un messaggio rivolto alla Direzione -, in modo che tutti si sentano liberi di esprimere valutazioni e di esplicitare le decisioni che ritengono opportune». Una scelta che è stata subito criticata da Roberto Giachetti che via Twitter ironizza citando l’Ecce Bombo di Nanni Moretti: «Mi si nota di piu’ se vengo e sto in disparte o se non vengo?».
Contemporaneamente, aumentavano le voci di un passo indietro di Letta. Il primo a dirlo senza tanti giri di parole è Sergio Chiamparino, secondo cui se il presidente del Consiglio non è andato in Direzione è «probabilmente perché ha già deciso che si dimette». Anche Pippo Civati parlava apertamente di dimissioni, dicendo che potrebbero arrivare «già nel pomeriggio». Il Financial Times ci mette poi del suo e con un tweet annuncia la cancellazione della visita di Letta nel Regno Unito.

Intanto inizia la Direzione. Renzi si è presentato nella sede del Partito democratico con un volto tiratissimo. Voci di corridoio raccontano che abbia preso malissimo la sfida lanciato da Letta con la presentazione di “Impegno Italia” di mercoledì, al termine di una giornata convulsa, nella quale si era consumato lo scontro faccia a faccia. «Inizi a diventare grande quando smetti di fare solo le cose che ti piacciono. E' il momento di dire che tipo di proposta vogliamo fare al Paese». Ha esordito così il segretario del Pd intervenendo alla Direzione nazionale del suo partito. Quindi mette le mani avanti: «Non è un processo al governo, si tratta di capire se siamo in grado di aprire una pagina nuova». Renzi ha poi letto una risoluzione a sostegno di un nuovo esecutivo affidato agli organi dirigenti usciti dal congresso, quindi a lui in prima persona.

Una sostanziale sfiducia da parte di Renzi che porta venerdì pomeriggio Letta al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani di Giorgio Napolitano. Il premier, stando a fonti di stampa, ha comunque maturato la «serena convinzione di aver fatto in dieci mesi il massimo nelle difficili condizioni date». Ed evita il gioco al massacro nel Pd: «E' il partito che ho contribuito a fondare e, com’è noto, io non sono un appassionato di duelli…». Letta ha passato poi il pomeriggio a Palazzo Chigi con il portavoce Gianmarco Trevisi e la responsabile della comunicazione del governo Monica Nardi, chiuso nel suo studio assieme anche ad Angelino Alfano, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello. Prima della riunione dei democratici, proprio Alfano, intervenuto alla telefonata di Canale 5 spiegava: «Se il Pd confermerà la fiducia al governo Letta potrà contare sul Nuovo Centro Destra». «Enrico Letta è sempre stato leale con il Nuovo Centro Destra. Non saremo noi a togliere le castagne dal fuoco per il Pd - ha detto Alfano -. Il governo Letta non è un trovatello e neanche un governo tecnico perché è stato sostenuto dal Pd. A questo punto siano loro a parlare chiaro su quello che bisogna fare, poi Napolitano deciderà».

Nel tardi pomeriggio, infine, il voto in Direzione: «La direzione - si legge in una nota - ringrazia Letta per il notevole lavoro svolto. Assume il documento "Impegno Italia" come un contributo, ma ritiene necessario e urgente dover aprire una fase nuova con un governo nuovo». La proposta passa con 136 voti a favore, contrari 16, astenuti 2.

13-02-2014

Linear
ARTICOLI CORRELATI
Staffetta, muro contro muro. Letta tira dritto
FI e M5S: la crisi si voti in Parlamento
Letta si è dimesso. Napolitano: niente Aula
Borsa, sì a Renzi: ai massimi da luglio 2011
Lunga giornata di consultazioni al Quirinale
 

Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy