Renzi-Letta, sempre più probabile la staffetta
Renzi verso Palazzo Chigi: lunedì sera ha incontrato Napolitano, martedì è toccato a Letta. Alfano: sì a Letta ma Pd chiarisca. Strappo di Scelta Civica: Letta lasci
Nella serata di lunedì, mentre infuriava la po- lemica per le rivelazioni sulla “chiamata” a Monti nell’estate del 2011, il segretario dem Renzi è stato ricevuto a sorpresa al Quirinale dal presidente Napolitano. Sul tavolo legge elettorale e tenuta del governo. Martedì è sta- ta la volta del premier. La sensazione è che l'esecutivo sia ad una svolta.
Già lunedì sera, il renziano Matteo Richetti a Otto e mezzo, su La7, dichiarava: «Martedì sarà una giornata centrale per la legge elettorale in aula e il presidente Napolitano ha incontrato Renzi per discutere quali scenari sono possibili per il governo. Renzi ribadirà quello che ripete da mesi, non possiamo pensare che adesso pressi per andare a Palazzo Chigi ma il governo è aggrovigliato su se stesso». In mattinata, quindi, Renzi è intervenuto all’assemblea dei deputati del Partito democratico, ribadendo la necessità di fare in fretta: «All’esigenza di tenere insieme legge elettorale e riforme non basta rispondere con un emendamento. La domanda è: il governo così com’è aiuta le riforme o no?». Ma il segretario continua a prenderla alla larga: «Non c’è un problema tra Pd e governo, noi siamo sempre stati leali», ma il tema «è politico e per questo chiedo di anticipare al 13 la Direzione». Quindi la direzione del Pd prevista in un primo momento per definirei temi del Pse e delle Europee, cambia ordine del giorno e diventa un summit sulla situazione politica.
Lunedì sera, arrivato al Colle in Smart, il faccia a faccia tra Napolitano e Renzi. Un appuntamento (pare non previsto) che non può che rinfocolare le tante voci sulla staffetta a Palazzo Chigi tra lo stesso segretario del Pd e il premier. L’incontro alla vigilia dunque di una settimana decisiva, dove le sorti del governo si intrecciano con l’avvio, martedì, del voto sulla legge elettorale, mentre Letta sta per rilanciare l’azione del governo, in difficoltà per le tensioni tra partiti e per una difficile comunicazione tra premier e leader Pd. Pare che Napolitano abbia voluto capire direttamente dal segretario dem quanto sia profonda la distanza tra il Pd e l’attuale governo. Anche lo stesso premier Letta sarebbe coinvolto nelle consultazioni e potrebbe andare al Quirinale nelle prossime ore, tra martedì e giovedì, per provare a presentare al capo dello Stato un progetto che dovrebbe proiettare la sua compagine almeno fino all’inizio dell’anno. Si parla di un suo faccia a faccia tra il premier e Renzi a cui dovrebbe seguire un nuovo incontro con Napolitano. La triangolazione servirebbe per capire su quali basi il governo possa proseguire.
Martedì è stata quindi la volta del premier Enrico Letta recarsi dal capo dello Stato. Prima, a margine della visita ai padiglioni della Bit a Milano, il premier ha detto: «Nelle prossime ore presenterò la mia proposta di patto di coalizione alle forze politiche che sostengono il governo. E sarà una proposta molto concentrata sui temi economici». E ancora: «La provvidenza agirà sul destino mio e del Governo». «Ho incontrato questa mattina Napolitano e abbiamo parlato sulle prospettive di governo e le scelte da fare», ha spiegato il capo dell’esecutivo, che alla domanda sul perché Renzi vada di solito prima di lui al Quirinale, Letta ha replicato: «Non credo di dover rispondere». «Il progetto di governo che presenterò è convincente e sono convinto che convincerà tutti i partiti che lo sostengono - ha poi aggiunto il presidente del Consiglio -. Sono convinto che il piano convincerà tutti partiti anche il Pd».
Nel corso del pomeriggio si consuma poi lo strappo di Scelta Civica. «Enrico Letta è uomo di grande esperienza e sensibilità istituzionale. Sono sicuro che lui per primo comprenda l’esigenza di voltare pagina davvero, aprendo una nuova fase della storia politica di questo paese e arrivando rapidamente ad un nuovo governo che sia guidato anche da un'altra personalità - così il capogruppo dei centristi alla Camera Andrea Romano ai microfoni di Skytg24 -. Auspico quindi che Letta mostri quella generosità che ha sempre dimostrato nella sua carriera politica, favorendo l'apertura di questa nuova fase anche con la messa a disposizione del proprio ruolo».
In serata interviene anche il vicepremier Angelino Alfano. «Il Pd dica con chiarezza se intende continuare a sostenere il governo Letta o meni. Se non c'è una appassionata e sincera disponibilità da parte del Pd a rilanciare l’azione di questo Governo, la situazione si complica». «Noi siamo pronti per la ripartenza. Il Pd deve dire una parola chiara agli italiani su questo governo nel quale noi abbiamo investito molto», continua il leader del Nuvo Centrodestra a margine di un incontro a Latina. «Noi abbiamo le idee chiare e siamo già contenti che il Pd abbia detto che deciderà il 13 e non il 20. Ma dopo il 13 vogliamo sentire parole definitive» perchè «serve un governo forte». «Non è possibile immaginare di continuare a parlare di soglie, di sbarramenti e di circoscrizioni, quando gli italiani attendono cose concrete da un governo forte: diminuzione delle tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie e sburocratizzazione. Sono punti programmatici che vogliamo presentare per un governo forte». |